La inquietante storia dei seminaristi comunisti infiltrati. Il caso di Andrea Sanomonte

Nel 1935 i servizi segreti segnalarono che all’epoca all’incirca mille studenti comunisti risultavano infiltrati nei seminari e nei noviziati dell’Europa occidentale, dove in perfetta finzione di vita religiosa s’apprestavano a diventare sacerdoti; il partito poi avrebbe pensato a sguinzagliarli nei gangli e nei posti più vitali della Chiesa. Il fenomeno andò man mano allargandosi fino alle gravi contestazioni nei seminali e nei noviziati e di tantissimi preti operai e no, durante gli anni Sessanta-Settanta.

seminarista

 

Nel 1956 don Pasquale Uva, fondatore a Bisceglie della Casa della Divina Provvidenza, presentò con qualche ritardo alla direzione del seminario regionale pugliese un giovane della Basilicata, aspirante religioso presso la sua incipiente Fraternità, e del quale si rendeva garante. Sanomonte, il suo nome, era un seminarista intelligente ed esemplare in tutto: alquanto chiuso, statura media e robusta, d’aspetto simpatico. Nella nota caratteristica del prefetto di camerata si leggeva: alquanto circospetto e poco loquace, ma gentile con tutti.
Frattanto, l’anno scolastico volgeva al termine. Pomeriggio di una giornata afosa, i componenti la sua camerata, una trentina, si dirigevano in fila a passeggio verso il porto. Sanomonte, in genere, preferiva rimanere ultimo della fila: così quella volta.
A un tratto si china a tirar su le calze, tenendo d’occhio il gruppo che voltava l’angolo. Guarda con certa stizza la saracinesca chiusa della sezione del partito comunista. Un uomo obeso con le mani dietro la schiena s’appoggiava all’anta laterale, come se ne aspettasse l’apertura. Un attimo d’insicurezza e, pensando alla camerata che si allontanava, si fece coraggio e abbordò lo sconosciuto, dicendogli: «Compagno, dia questa busta chiusa al compagno segretario… Mi raccomando: chiusa!».
Ma aveva scambiato cavallo; manco a dirlo, il panciuto era noto a tutta la città come il più sfegatato democristiano; si chiamava Peruzzi. Da sornione qual era, Peruzzi aveva seguito l’imbarazzo e le mosse del seminarista in ogni suo particolare.
Ora, con la busta chiusa in suo possesso, egli si domandava: che fare? Stette tre giorni a chiederselo: darla o non darla al segretario comunista? È un suo parente, o no? E se no, strapparla? Lasciarla chiusa, o leggerne il contenuto? Recarsi dal rettore del seminario? E che dirgli? Un bel rebus, che si risolse alla fine con la punta di un tagliacarte infilato all’angolo della busta che s’apriva. Era scritto:

«Caro compagno segretario, mi trovo distaccato dal mio paese a studiare in questo seminario regionale. Ho urgente bisogno di vederti per definire con te il piano da seguire nel prossimo futuro. Mi raccomando di qualificarti come mio zio. Le visite dei parenti sono consentite ogni giovedì dalle 16 in poi nell’attiguo parlatorio a pianoterra. Saluti Andrea Sanomonte».

Non sembrava vero a Peruzzi, che nei pettegolezzi ci guazzava, d’esser ricevuto in tutta segretezza dal rettore. Gesticolò tutto l’accaduto con le mani e col faccione esilarante e alla fine consegnò la lettera in busta aperta. La sera, d’intesa col vicerettore e il prefetto di camerata, furono perquisiti accuratamente la scrivania e gli effetti personali di Sanomonte.
Ai tre parve di non aver trovato materiale di rilievo: qualche appunto sospetto, qualche scritto d’orientamento comunista, l’agendina tascabile, con certi ghirigori indecifrabili di vago interesse, tuttavia prelevata e acquisita.
Era la prima volta che succedeva un caso del genere e c’era divergenza di pareri in direzione. Si chiese consiglio alla Polizia, la quale per ispezionare con calma il plico lo portò in questura. D’accordo col venerando don Uva, si invitò il Sanomonte a tornare a casa fino a nuovi ordini. Quando tutto sembrava finito, dal dicastero addetto ai seminari in curia romana arriva un severo cicchetto al rettore per non aver informato subito dell’accaduto l’organo vaticano.
Ecco cos’era successo: alcune di quelle cifre trascritte nell’agendina di Sanomonte contenevano codici segreti sul carico e la destinazione di una nave bellica italiana in aperto oceano pacifico, noti soltanto agli addetti al controllo di tutte le navi italiane, in navigazione per i mari del globo. Detto ufficio militare si trovava nella galleria sottostante la caserma Santa Rosa nei pressi della Storta, frazione di Roma, importantissimo sito secreto che si ramificava a raggiera lungo 18 chilometri sotterranei. Sull’accaduto si fece scendere la coltre del più rigoroso silenzio. Nessun altro ne fece più cenno.

Ma quanti di quei finti seminaristi, segnalati fin dalla metà degli anni Trenta, riuscirono a farla franca e ad arrivare al sacerdozio? E quanti di essi furono vescovi e cardinali?

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Prière à saint Joseph

Chrétien web

Saint JosephNous recourons à vous dans notre tribulation, bienheureux Joseph, et après avoir imploré le secours de votre très sainte Épouse, nous sollicitons aussi avec confiance votre patronage. Par l’affection qui vous a uni avec la Vierge Immaculée, Mère de Dieu ; par l’amour paternel dont vous avez entouré l’Enfant Jésus, nous vous supplions de regarder avec bonté l’héritage que Jésus-Christ a acquis de son sang et de nous assister de votre puissance, de votre secours dans nos besoins. Protégez, ô très sage Gardien de la divine famille, la race élue de Jésus-Christ ; préservez-nous, ô père très aimant, de toute souillure d’erreur et de corruption ; soyez-nous propice et assistez-nous, du haut du ciel, ô notre très puissant Libérateur, dans le combat que nous livrons à la puissance des ténèbres, et de même que vous avez arraché autrefois l’Enfant Jésus au péril de la mort, défendez aujourd’hui la sainte Église…

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la “Madonna-postina” salva Bergoglio

Non l’ha citata direttamente ma l’omelia odierna a Santa Marta (che i media, all’unisono, hanno riportato con grande enfasi: mai i mezzi di comunicazione si erano sognati di metter in prima pagina l’omelia di una Santa Messa) rispecchia quanto la Madonna ha detto nel messaggio del 25 Agosto :  “Figlioli, pregate di più, parlate di meno”  (qui l’intero messaggio) 

pope bergoglio

E così la tanto disprezzata “Madonna postina”, l’odiata e disprezzata Medjugorje ha fornito un assist a Bergoglio per provare ad uscire dalle terribili accuse. Non tanto l’invito a dimettersi ma la testimonianza di un comportamento indegno (si pensi alla trappola tesa a Viganò con quelle domande a bruciapelo) ed ingannatore. E poi il fatto di essere a conoscenza di orribili crimini commessi da ecclesiastici e di avere clamorosamente taciuto.

Eppure per il mondo è il paladino della lotta agli abusi. Certo, Dio solo sa. Ma lì ci sono accuse gravi. Che giungono dopo cinque anni non proprio limpidi e cristallini, anzi. C’è chi parla apertamente di una crisi della Chiesa. Ma lui si trincera dietro un omertoso silenzio “non dirò una parola” disse subito. Ed oggi rincara la dose “di fronte ai cani selvaggi restiamo in silenzio”. 

pope bergoglio (2)

CANCELLARE IL SINODO DEI GIOVANI – Lo chiede anche il Vescovo Chaput di Philadelphia

Il vescovo di Philadelphia, monsignor Charles Chaput ha chiesto al papa di annullare il prossimo Sinodo, in programma dal 3 al 28 ottobre, su “Giovani, la Fede ed il Discernimento Vocazionale”. Mons. Chaput ha riferito di aver scritto a Papa Francesco  «e l’ho invitato a cancellare il prossimo sinodo sui giovani. In questo momento, i vescovi non avrebbero assolutamente alcuna credibilità nell’affrontare questo argomento»

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Quella di Mons. Chaput pare una scelta quanto mai opportuna alla luce delle sconcertanti rivelazioni di quanto avviene nei seminari americani. E c’è da aggiungere che non è un problema solo degli Usa: moltissimi seminari in tutto il mondo sono pervicacemente infettati dalla omosessualità, col silenzio (o, in alcuni casi, persino il beneplacito!) dei Rettori e dei Vescovi.

Cardinale Wuerl in fuga dagli Usa?

La notizia viene data dal sito “Church Militant” nella tarda serata quando in Italia è già notte fonda. E viene ripresa dopo poco tempo dal “Life Site News”. e successivamente da altri siti “minori” (ad esempio da angelqueen.org ). E diventa immediatamente oggetto di discussione sui social da parte di numerosi cittadini Usa. Soprattutto su Twitter (vedi qui) 

Nel pomeriggio di giovedì 30 agosto è comparsa sul sito della Diocesi di Washington una lettera del Cardinale, diretta in particolare ai Sacerdoti (CLICCA QUI) . Come detto il Cardinale è però irraggiungibile ed introvabile

Breaking News Exclusive: Wuerl Bombshell

Coraggio Ministro Fontana!

Non sappiamo quanto “resisterà” il Ministro Lorenzo Fontana: si, perchè già è dura andare contro un mondo ed una società scristianizzate ed anzi arretrate al livello del paganesimo. Ed è ancor più dura farlo senza l’ausilio degli altri membri del Governo e senza un chiaro appoggio del proprio partito.

Per quello che può contare noi siamo convintamente accanto a lui a difesa del suo lavoro, a difesa della famiglia naturale, così come l’ha voluta il Creatore. Coraggio!

CON FONTANA

“LIFE COACH? CHIAMATE SUBITO IL 113”

La pericolosità –la reale pericolosità, non le chiacchiere- delle sette la conoscono, purtroppo, in ben pochi. Chi si è “auto attribuito” il compito di “stanare-tutte-le-sette-del-mondo (esistono, ve ne parleremo. E prendono anche fondi pubblici…) ha miseramente fallito essendo essa stessa una setta (non pericolosa ma pur sempre setta: ed è da piangere che chi si impegni a “difendersi” dalle sette entri in esilaranti dinamiche settarie…).

red button

Resta l’Associazione Giovanni XXII ma, purtroppo, dopo la morte del Fondatore, par essersi affievolito quel coraggio, quell’anelito a salvare le persone –la loro anima!- cascate nella più pericolosa delle trappole: la setta.

Finché la massoneria non riuscirà a far chiudere questo sito –uno spazio di libertà, senza pretese- la denuncia sarà costante, vera e forte.

Verranno fatti nomi e cognomi di tutti quei “life coach” o come diavolo si chiamano questi nuovi venditori di padelle che invece di disturbarci porta-a-porta (si, proprio come i Testimoni di Geova: tutto torna) per venderci cose inutili stordendoci con la loro insopportabile parlantina (tanto il calabrese quanto il veneto: quando si tratta di fregar il prossimo l’Italia è unita….) sono lì a “ridonare la vita” (dicono proprio così!!!) a persone che di tutto han bisogno tranne che di uno stolto ragazzotto che ha solo trovato un mestiere per fare soldi, esser lodato ed omaggiato e per di più senza manco lavorare.

Ci torneremo prestissimo. Intanto: attenti alle sette. E, per favore: non titubate e chiamate subito le Forze dell’Ordine quando capite che “qualcosa” del meccanismo nel quale siete entrate non vi convince più.

 

 

Voi siete entrate in quel giro perché il vostro Matrimonio è andato a rotoli e non capite che lì dentro, ascoltando quei tizi, perderete pure il senno e tutto ciò che vi è ancora rimasto. E soprattutto la cosa più preziosa. Si, chè l’obiettivo principale di ogni setta –e di chi, maledettamente, “ispira” e muove tutte le sette e tutti i life coach del mondo è proprio quello: allontanarvi dai Sacramenti e condurvi –si, con le “innocue” tecniche di rilassamento, ascoltate l’acqua, respirate….hfffff…..hffff… si, così, brava, sei bellissima stasera…- lì dove è pianto e stridore di denti.

Noi amiamo la Chiesa e il Papa

Considerando l’aumento “anomalo” delle visite è da supporre non solo un interessamento all’articolo precedente (nel quale si rilevavano alcuni post che attaccavano il Papa –anzi: non viene neppure ritenuto il papa legittimo ossia la vecchia storia che Socci per primo ha introdotto in Italia. E di questo ha grandi e gravi responsabilità- da parte dell’autore che scrive per una nota Testata cattolica. Ma potrebbe esserci dell’altro.

non e il mio pastore_LI

Invece di ammettere l’errore (tipo “ebbene si, lo riconosciamo: abbiamo incautamente dato ospitalità ad una persona che attacca il Vicario di Cristo in numerosi post sui social”) e rassicurare i lettori (“ce ne scusiamo con i lettori: ad essi assicuriamo che costui giammai scriverà sul nostro Giornale”) e soprattutto invece di scusarsi col Papa…

Ed invece no: è probabile che gli abili redattori stiano cercando –rovistando- qualche post per controbattere. Ma cosa c’è da controbattere: o uno ama la Chiesa (ed il vicario di Cristo) o sennò non la ama. Non esistono fantomatiche licenze che permetterebbero di “criticare il Papa” come pure è stato detto. Ma in tempi di confusione può succedere a tutti di perdere la bussola. Ma tutto ha un limite, però. E soprattutto guai a perseverare nell’errore. Errare humanum est, perseverare autem diabolicum.

 

tweet pro adinolfi

PS: Come si può leggere nel tweet di poche ore fa il “nostro” (anzi: è tutto vostro) continua la sua strenua difesa di Mario Adinolfi che, assieme a Matteo Salvini, parrebbe essere il riferimento politico del “giornalista”. Mah.