Benedetto XVI è libero o prigioniero?

Ecclesiae, MASSONERIA
B16 Mater Ecclesiae

Papa emerito Benedetto XVI Via dell Osservatorio Monastero ” Madre Ecclesiae” 00120 Città del Vaticano

Nel Monastero ”Madre Ecclesiae” dove vive Sua Santità Benedetto XVI è al sicuro? I lupi, dai quali ci implorò di pregare perchè non fuggisse, son ancora attivi e pericolosi? E’ al sicuro la sua corrispondenza, il suo telefono, i suoi documenti?

In modo subdolo e luciferino è in atto un attacco al suo restare in Vaticano! A parte gli assurdi gruppi su facebook non mancano sottili pronunciamenti di vescovi contro Benedetto XVI.

A noi cattolici, fedeli alla Dottrina, non resta che pregare -incessantemente- per lui e per la Santa Madre Chiesa così attaccata dall’esterno e dal suo interno ove i giuda non mancano.

stramaledetta massoneria

MASSONERIA
massoneria

Piazza del Gesù 47: redazione del quotidiano La Croce (direttore: Mario Adinolfi. Editore: Social Network Srls – socio unico Silvia Pardolesi). Piazza del Gesù 47: sede sella Loggia Massonica di rito Scozzese Antico ed Accettato. VIa S. Nicola de’ Cesarini, 3: citofono di casa Adinolfi-Pardolesi. VIa S. Nicola de’ Cesarini 3: sede della Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori.

Il Beato fratel Luigi Bordino, cottolenghino

Ecclesiae, Profili

FRATEL BORDINOOggi ricordiamo il “compleanno” di fratel Luigi (12 agosto 1922) e ci avviciniamo alla memoria liturgica del Beato fratel Luigi Bordino.
Cogliamo l’occasione per rinnovare l’invito a partecipare alla Celebrazione Eucaristica del 25 agosto, presieduta da S.E. Mons. Marco Brunetti, Vescovo di Alba, alle ore 10,00 nella Chiesa della Piccola Casa, in via Cottolengo 14, a Torino
A tutti coloro che – per diversi motivi – non potranno essere presenti, proponiamo di unirsi a noi con le preghiera: noi non mancheremo certo di affidare all’intercessione del Beato fratel Luigi le intenzioni di ciascuno di voi.

 

Se due giovanotti cristiani entrano in moschea e sgozzano il vecchio imam

Attualità

PAPA IMAMIl mondo sta precipitando. L’odio dilaga. Ed il demonio sobilla le menti e turba i cuori. Suscitando anche cruenti scontri esplicitamente religiosi.

Due fanatici musulmani sono entrati in una chiesa francese ed ammazzato orribilmente l’anziano sacerdote.

Ora provate a pensare a come il mondo cristiano (i vertici e la base) ha vissuto questo orrendo crimine sacrilego. E cosa succederebbe nel mondo musulmano se due giovanotti cristiani entrano in una moschea e sgozzano l’imam.

LA CONCELEBRAZIONE EUCARISTICA – Alcune considerazioni

Attualità, riflessioni

CONCELEBRAZIONENel suo libro autobiografico il sacerdote di Saronno don Tino (Martino) Rolfi avanza alcune perplessità sulla Concelebrazione. E non è infrequente che molti presbiteri esprimano un certo “disagio”. Ed allora ecco alcune pratiche considerazioni al riguardo. 

La concelebrazione generalizzata fa risparmiare del tempo ai concelebranti, li lascia più liberi e disponibili per altre mansioni, esige un solo altare e comporta una notevole diminuzione dei paramenti e arredi sacri; ma, insieme, induce a ridurre facilmente il numero delle Messe con immenso danno dei fedeli.

Questi infatti, specialmente in una grande città, compongono un pubblico altamente differenziato per età, sesso, condizioni familiari, tipo di lavoro, abitudini, stato di salute, ecc.; per cui possono partecipare alla Messa solo in differenti momenti della giornata. Il Codice di diritto canonico l’ha previsto stabilendo che «la celebrazione e la distribuzione dell’Eucaristia può essere compiuta in qualsiasi giorno e ora…» (CIC 931). Lo stesso Concilio autorizza la concelebra-zione purché «l’utilità dei fedeli, non richieda che tutti i sacerdoti presenti celebrino singolarmente» (SC 57). Ma purtroppo anche in questo il Vaticano II è stato tradito.

«La ricerca della facilità pratica», è stato scritto, «molte volte nella vita dell’umanità ed anche della Chiesa, ha fatto sì che i valori essenziali e i principi fondamentali siano velati o alterati. Questo succede molte volte anche a proposito del santo Sacrificio della Messa. Questa ricerca della facilità nelle comunità, nelle parrocchie e nelle sacrestie si è trasformata molte volte in dottrina sacramentale. Questa diffusione della concelebrazione è una novità assoluta nella storia della Chiesa, avendo come risultato la diminuzione massiccia degli atti sacrificali eucaristici».

Ma la tentazione di dedicarsi meno alla causa di Dio e delle anime, e darsi di più a tutto il resto, va prevalendo… Da tutte le parti si levano angosciose voci di protesta perché i sacerdoti, memori della propria identità, non si lascino travolgere dalla corrente di un «secolarismo» che va sfociando nel più insensato ateismo pratico.

C’è da augurarsi che ciò non si verifichi. Ma il problema della concelebrazione resta non risolto in molte diocesi d’Italia, dove moltissimi lamentano le «troppe Messe soppresse», osservando che, per andare incontro ai fedeli, basterebbe evitare le concelebrazioni…

«Se la fede aumenta», si scrive, «diminuiscono le Messe». «Mentre i dati di fatto con il 96 per cento di richieste dell’ora di religione a scuola dimostrano una notevole sensibilità popolare verso i valori della fede cattolica, dall’altra sembra di assistere ad un impoverimento della voglia di darli: si chiudono chiese, si interpretano restrittivamente disposizioni liturgiche (…). In cambio ci alluvionano con dibattiti e conferenze per i quali si trova pur tempo e disponibilità».

Non basta: «Per sapere se c’è Messa, ci vuole un medium…». «C’è troppa incertezza sulle Messe domenicali». è grave il malessere abbastanza diffuso tra i fedeli per la facilità con cui sono sospese consuete Messe festive serali…». «Siamo preoccupati per il ripetersi di atteggiamenti che sembrano volere vuotare d’impor-tanza, nella religiosità dei fedeli, quella che è la base della liturgia cattolica…». «Messe soppresse a Natale!… Poi parlano di poca fede!». «Non si generi in seguito, col riprodursi di tali situazioni – come sempre più spesso sta succedendo – una diseducazione verso l’importanza della celebrazione eucaristica…».

A Roma, dove le comunità religiose maschili sono particolarmente numerose, l’inconveniente di concelebrazioni di venti, trenta e più sacerdoti, a cui risponde la soppressione di altrettante Messe individuali, che potrebbero celebrarsi nelle rispettive chiese e altrove, è vivamente avvertito e biasimato dal popolo. Talvolta si ha l’impressione – purtroppo fondata – che sia appunto il popolo a doversi adattare agli orari delle comunità, e non queste alle esigenze del popolo. Il quale sente molto più il bisogno di Messe e di Confessori che di certi raduni, dibattiti, pubblicazioni, corsi di aggiornamento… Ovunque si verifica che alla riduzione delle Messe-Sacramento risponde una moltiplicazione delle Messe nere.

L’errore di credere che le Messe si moltiplicano secondo il numero dei celebranti ha indotto molti sacerdoti a commettere la grave scorrettezza di soddisfare molte intenzioni di Messe celebrandone soltanto una.

Ciò accade quando un fedele chiede che si celebrino nel medesimo giorno per es. venti Messe per un certo motivo, e il superiore della chiesa (chiunque egli sia) dispone che a tal fine venti sacerdoti concelebrino. Allora infatti si verifica che non già venti, ma soltanto una è la Messa celebrata, contro la volontà del committente, che resta defraudato, con grave discredito del Clero. Il fedele infatti – dopo la promessa del sacerdote – ha diritto a venti Messe celebrate distintamente, esigendo cioè che per venti volte, all’altare, egli preghi secondo le sue intenzioni.