DIOCESI DI PADOVA – LO SCANDALO DI DON SINIGAGLIA, DON CONTIN, DON SGUOTTI (e tutti gli altri)

Non c’è pace in quella Diocesi dell’Altitalia. Eppure la città è stata visitata continuamente dalla Grazia di Dio: basti pensare al lusitano Fernando Martins de Bulhões -l’immenso Sant’Antonio “di Padova”- e al grandissimo Montenegrino frate Leopoldo. Ma i padovani difettano nella santità. E non solo i semplici battezzati: i peccatacci -di ogni tipo ma soprattutto contra sextum- sono soprattutto dei Consacrati: preti sporcaccioni donnaioli, spesso privi di sana dottrina o, peggio,  modernisti. Qui non si vuole infierire: basta fare una ricerchina su google….

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Ma purtroppo l’andazzo pare non cambiare: preti froci, palestrati, avidi di denaro, avidi di carriera. Ed è normale che con questi Pastori il gregge è più che smarrito. Ed un giorno si approfondiranno meglio altri aspetti: solo un poco di pazienza. E nell’attesa “rivolgiamoci a Santa Rita”…..

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Sante Sguotti con la madre di suo figlio

 

 

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(don) romeo sinigaglia – vero prete o infiltrato del pci ?

Romeo Sinigaglia nasce nel 1961 a Valnogaredo, frazione minuscola di un paesotto sui colli Cinto Euganeo. Consegue il baccellierato presso la facoltà teologica dell’Italia settentrionale nel 1986. Ciò che lo caratterizza particolarmente è la sua curiosità, che lo porta spesso a “smontare” ciò che è consolidato per andarne a coglierne i segreti. Si potrebbe considerare un “prete impressionista”, cioè più incline a evocare emozioni che a dare spiegazioni logiche e definitive. Comunista mai pentito (ancor oggi dice -scrive!- che la caduta del muro di Berlino è per lui un fortissimo dolore) e vicinissimo per anni ad Autonomia Operaia e movimenti studenteschi marxisti.

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Nel 1935 i servizi segreti segnalarono che all’epoca all’incirca mille studenti comunisti risultavano infiltrati nei seminari e nei noviziati dell’Europa occidentale, dove in perfetta finzione di vita religiosa s’apprestavano a diventare sacerdoti; il partito poi avrebbe pensato a sguinzagliarli nei gangli e nei posti più vitali della Chiesa. Il fenomeno, diffuso soprattutto al centro nord (Piemonte, Toscana, Veneto)  andò man mano allargandosi fino alle gravi contestazioni nei seminali e nei noviziati e di tantissimi preti operai e no, durante gli anni Sessanta-Settanta.

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Silvana De Mari commenta la sentenza: “Il mio è stato in tutto e per tutto un processo politico”

Qusilvanaando sono entrata in campo sapevo che sarebbe stata una maratona, non i 100 metri. La prima puntata di una guerra lunga è terminata. Me la sono cavata con la condanna su due imputazioni solo, e ho guadagnato parecchio. Le mie idee stanno rimbalzando dappertutto, e per necessità di cronaca, anche giornali non simpatizzanti per queste idee.
Le mie idee sono esattamente le stesse che l’ex gay e psicoterapeuta Richard Cohen riporta nella prima pagina del suo bellissimo libro Riscoprirsi Normali libro dove tra l’altro spiega che gli ex gay sono più numerosi dei gay.


–   Nessuno nasce con un orientamento omosessuale
– Non esiste alcun dato scientifico a sostegno dí una base genetica o biologica dell’attrazione verso individui dello stesso sesso.
–  Nessuno sceglie di provare attrazione per individui dello stesso sesso.
– Tale attrazione è la conseguenza di traumi infantili irrisolti che conducono alla confusione dell’identità sessuale.
– Gli individui possono scegliere di cambiare e di passare da un orientamento omosessuale a un orientamento eterosessuale.
– L’attrazione per individui dello stesso sesso non è congenita.
– Ciò che si è imparato può essere disimparato.
– Quando le ferite vengono guarite e vengono colmati i bisogni insoddisfatti, si sperimenta l’identità sessuale e viene alla luce il desiderio eterosessuale.
– Non siamo di fronte a una cosa buona o cattiva, ma a un disturbo affettivo nei confronti di individui dello stesso sesso.
– Non c’è nulla di “gaio” nello stile di vita omosessuale; è caratterizzato da molte delusioni e il più delle volte da una incessante ricerca d’amore attraverso relazioni codipendenti.
– Non è una cosa cattiva provare attrazione per individui dello stesso sesso, poiché ciò rappresenta uno stimolo a guarire un bisogno d’amore insoddisfatto. Tuttavia, agire in base a tale desiderio provoca frustrazione e sofferenza.
– Ci si trova di fronte a un disturbo affettivo nei confronti di individui dello stesso sesso per cui l’individuo non riconosce la propria mascolinità o femminilità e cerca disperatamente di colmare la lacuna unendosi a qualcuno dello stesso sesso.

Sono stata assolta da tutte le accuse riguardanti offese alle persone con un comportamento omoerotico. Quindi ora sappiamo che possiamo affermare che la condizione maschile omoerotica passiva è gravata da un tasso di malattie sessualmente trasmissibili venti volte superiore al resto della popolazione. (ma in uno studio eseguito a New York City è 140 volte di più)

Possiamo dire che la sodomia, sia che sia fatta contro un uomo o contro una donna mette in circolazione batteri fecali che sarebbe stato meglio non uscissero dalla strada maestra Intestino, water closed, sciacquone e via per sempre, e quindi è anti-igienica perché i batteri fecali sono la seconda causa di morte per infezione, seconda solo alle infezioni respiratorie, e in più ci sono i virus, tra cui quello dell’ epatite A che si è quintuplicato nella popolazione gay negli ultimi anni.

Possiamo impedire che ai nostri figli venga insegnato che l’erotismo anale è qualcosa di normale, e possiamo dichiarare ad alta voce che ci ripugna. Possiamo dire che il comportamento omoerotico è reversibile.

Il mio è stato in tutto e per tutto un processo politico, non un banale processo di diffamazione. Il comune di Torino si era costituito parte civile, fortunatamente rifiutato. Durante il processo moltissime persone sono venute a sostenermi: hanno affrontato il freddo e viaggi lunghi. La loro presenza è stata bellissima e fondamentale. Hanno insistito per sostenermi in tutti i modi, incluso vendendo i miei libri. Il pubblico ministero ha trovato questo gravemente disdicevole, e ha trovato disdicevole che queste persone mi sostenessero, ha trovato disdicevole che “facessero parte delle Sentinelle in piedi o di Alleanza Cattolica. “. Ignoro se ci fossero Sentinelle in piedi o appartenenti ad Alleanza Cattolica, personalmente non sono inscritta a nessuno di questi due movimenti, ma che un pubblico ministero in un aula di tribunale li stigmatizzi, è un segno di politicizzazione.
Sono stata condannata per due affermazioni sul movimento LGBT : il movimento LGBT sta intralciando la libertà di parola, tra le altre cose citavo il “decalogo” per i giornalisti che ho riportato in un precedente articolo, e i rapporti che il movimento LGBT ha con gruppi pedofili e citavo tra l altro i rapporti tra ILGA, il movimento a cui sono affiliati tutti i gruppi LGBT e il NAMBLA, Nord America Men Boy Lovers Association. ( trovate tutto su Google se digitate queste due sigle), e la presenza in Italia di un circolo, finanziato con denaro pubblico intitolato a Mario Mieli: cercate su Wikipedia chi è questo signore.
Se sono stata condannata vuol dire che non è vero. Non è vero che il movimento LGBT vuole imbavagliare la libertà di parola? Evviva! Quindi possiamo considerare decaduto l’assurdo decalogo LGBT ai giornalisti che imbavaglia la libertà di stampa? Non è vero che il movimento LGBT non prenda le distanze dalla pedofilia? Evviva! Quindi domani tutti i movimenti LGBT di Italia prenderanno le distanze da Mario Mieli e dal suo libro?
Sicuramente sì, perché una sentenza non può sbagliare.

In fiduciosa attesa

Silvana De Mari

PREGHIAMO PER ANTONIO MEGALIZZI

E’ in condizioni gravissime Antonio Megalizzi, il giornalista italiano ferito nell’attentato di Strasburgo.

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Ventinovenne, di Rovereto, Megalizzi si trovava a Strasburgo per seguire i lavori dell’Europarlamento per conto della radio Europhonica. In ospedale sono arrivati i genitori –

Con il passare delle ore il quadro sembra complicarsi ulteriormente. L’agenzia Ansa citando “fonti qualificate” riferisce che le condizioni del ragazzo sarebbero disperate. “Lotta tra la vita e la morte”, scrive. E la situazione è davvero critica. L’invito, sincero, accorato, forte, è di sostenere con la preghiera Antonio Megalizzi: mai come ora ha assoluto bisogno di preghiere: per lui, la sua anima, i suoi familiari. Anche solo una Ave Maria. Grazie.

 

 

Il cornuto è arrabbiato e usa tutto per allontanarvi dalla preghiera

Cari figli! Questo tempo è tempo di grazia e di preghiera, tempo di attesa e di donazione. Dio si dona a voi perché lo amiate al di sopra di ogni cosa. Perciò, figlioli, aprite i vostri cuori e le vostre famiglie affinché quest’attesa diventi preghiera ed amore e soprattutto donazione. Io sono con voi, figlioli e vi esorto a non rinunciare al bene perché i frutti si vedono, si sentono, arrivano lontano. Perciò il nemico è arrabbiato e usa tutto per allontanarvi dalla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

GP2 pastorale

qualche parola sul “nuovo” Padre Nostro di Bergoglio

Ieri è stato cambiato il «Padre Nostro». Da sedici anni vescovi e teologi che stranamente non si sono fidati di duemila anni della Santa Tradizione della Chiesa, neanche di tutti i Papi fino a Benedetto XVI che hanno sempre ripetuto la preghiera più potente insegnata da Gesù Cristo, sono riusciti a modificare sia il «Padre Nostro» che il «Gloria» della Messa.

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Una modifica incoraggiata dallo stesso papa Francesco perché egli non trovava consona quella traduzione e aveva rimarcato la sua volontà di cambiamento, facendo notare che per quel versetto specifico non era stata fatta «una buona traduzione».
Questa scelta di cambiare il «Padre Nostro» con la motivazione che non era stata fatta «una buona traduzione» inquieta i buoni cattolici, i quali rimangono sbalorditi e capiscono che rimane impossibile un errore durato duemila anni, con milioni di traduzioni identiche che riportavano sempre la frase «non indurci in tentazione».
Con la scusa della sbagliata traduzione si potranno cambiare alcune parole della Santa Messa e sarà eliminato il Sacrificio Eucaristico.

Nella mente e, soprattutto, nell’inconscio di molti cristiani si farà presente questo pensiero: allora finora ho pregato male, ho sbagliato a pregare? Non è assolutamente così. Non hanno sbagliato milioni di Santi e Sante, e noi abbiamo fiducia in queste Anime che hanno rinunciato a tutto per compiere solo la Volontà di Dio.
Gesù non avrebbe forse rivelato ai Santi l’errore della traduzione? Ma per Gesù è questa la traduzione corretta: «Non indurci in tentazione».
Un Papa è chiamato a confermare la Fede cattolica e non a modificarla, deve solo trasmettere quanto ha ricevuto dalla Santa Tradizione.
Gesù e la Madonna hanno parlato del «Padre Nostro» nei secoli e nei decenni passati a molti mistici e lo hanno anche spiegato. All’autentica veggente Pina Micali che ha ricevuto molti messaggi perfettamente in sintonia con il Catechismo della Chiesa, Gesù ha spiegato il «Padre Nostro», quindi anche la frase in questione. Questo ha confermato Gesù:
«E non ci indurre in tentazione. Chiedete a Dio di non lasciarvi slittare nella prova, di non permettere che Lo offendano. Letteralmente il testo greco dice: liberaci, strappaci via dal demonio, dal maligno che va in giro cercando chi divorare. Vegliate e pregate per non entrare in tentazione, ma per liberarvi dal male. Questa è la preghiera che ha lasciato il Padre Mio».
Ho spiegato varie volte in questi anni che le parole «non ci indurre in tentazione» riportate nel Vangelo sono state dette da Gesù, e vogliono dire di non permettere a noi la caduta nella tentazione, di fermarci quando ci troviamo sul punto di cadere, di darci la forza necessaria per vincere la tentazione.
La traduzione del «Padre Nostro» è sempre stata perfetta.