il testamento spirituale di padre Amorth

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Preghiera a san Michele di  Leone XIII

San Michele Arcangelo,
difendici nella lotta;
sii nostro aiuto contro la cattiveria e le insidie del demonio.
Gli comandi Iddio,
supplichevoli ti preghiamo:
tu, che sei il Principe della milizia celeste,
con la forza divina rinchiudi nell’inferno Satana
e gli altri spiriti maligni
che girano il mondo
per portare le anime alla dannazione.

+ Amen.

san Michele

Preghiera a san Michele: origini Questa preghiera è stata composta da papa Leone XII (p. 1878-1903) in seguito ad una drammatica visione avuta il 13 ottobre 1884. Lo stesso pontefice riferì che il contenuto della visione riguardava la terribile battaglia combattuta fra la Chiesa e Satana. Immediatamente dopo questa esperienza, il Pontefice compose questa preghiera, recitata dopo ogni santa Messa fino al Concilio Vaticano II. Sopravvive la possibilità della recita individuale o comunitaria per propria iniziativa, in favore della Chiesa, così come raccomandato anche da san Giovanni Paolo II nel 1994.

 

CIAMPI PRODI MONTI

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Romano Prodi, at center, and Massimo d'Alema, right, wave to supporters, as care-taker Premier Lamberto Dini, at left, looks on, at the concluding rally of the center-left coalition, in Rome Thursday, April 18, 1996. Prodi is the possible Premier, in case the Olive Tree coalition wins Italy's general elections on Sunday April 21. D'Alema is the leader of the Democratic party of the Left, the strongest party inside the coalition. (AP Photo/Massimo Sambucetti)

Romano Prodi, at center, and Massimo d’Alema, right, wave to supporters, as care-taker Premier Lamberto Dini, at left, looks on, at the concluding rally of the center-left coalition, in Rome Thursday, April 18, 1996. Prodi is the possible Premier, in case the Olive Tree coalition wins Italy’s general elections on Sunday April 21. D’Alema is the leader of the Democratic party of the Left, the strongest party inside the coalition. (AP Photo/Massimo Sambucetti)

Tornielli l’adulatore

Profili

copia-di-tornielli-ed-el-papaIl titolo previsto -forse più appropriato- di questo post sarebbe dovuto essere diverso. Poi si è optato per l’aggettivo “adulatore” per carità cristiana: in fondo è un fratello nella fede, battezzato come noi, ed abbiamo il dovere di pregare per lui e chiedere alla Vergine Santa di fargli capire in quale abisso è precipitato.

A più riprese glielo han fatto presente diverse voci autorevoli nel panorama cattolico: vengono subito in mente Assuntina Morresi  e Francesco Agnoli  ed i loro articoli colmi di fraterna correzione verso il giornalista veneto approdato nel più massone e laicista dei giornali (dopo aver scritto per anni per testate cattoliche). Si rinvia ai menzionati articoli (e tantissimi altri ne esistono) per avere un quadro.

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Ma siccome non c’è piu sordo di chi non vuol sentire ed un cuore ostinato alla fine cade nel male ecco che perseverando nell’errore Tornielli rischia di diventare lo “zimbello” : il suo “scoop” su Benedetto XVI è diventato una barzelletta. Solo lui, il capoccione, non aveva capito la battuta. Ed è andato a scrivere che Ratzinger si vestì di bianco dopo la rinuncia perchè non c’erano tonache d’altri colori nell’armadio.

Povero Tornielli.

Io sono sotto la Croce come Paolo VI

Ecclesiae

IO SONO CON VOI“Che sta succedendo in Vaticano ?  –  mi chiedono diversi lettori – perché ora Papa Benedetto se ne esce con quel libro intervista in cui sembra solo elogiare Bergoglio ,sminuire se stesso e rimarcare che la decisione di mettersi da parte è stata del tutto personale è presa in autonomia senza coercizione ?.
“È una buffonata –  dice un altro – e Ratzinger ed è stato ancora una volta manovrato dal potere in Vaticano pro Bergoglio, oppure non abbiamo capito niente è davvero Benedetto ha scritto di suo pugno tutto il testo e stima Bergoglio?”.

Il libro si chiama “Ultime Conversazioni”; è  sotto forma di intervista,   e viene presentato trionfalmente da Vatican Insider (il sito  più adulatorio  verso Papa Francesco, non a caso di La Stampa)  come quello che fa “ emergere il «vero» RatzingerUn teologo e un Papa che si smarca dai cliché dei sedicenti «ratzingeriani», da quelli che hanno cercato di rinchiuderlo nel recinto dei conservatori o dei tradizionalisti”.Soprattutto, l’Emerito nega di essersi dimesso sotto pressione(“Non sono stato ricattato”), “Ho scritto io la rinuncia” (il latino scorretto  in cui era stata stesa aveva fatto sospettare un’altra mano), “sono stato contento e felice” della scelta di Bergoglio;   ne approva le riforme, “significa  che la Chiesa è in movimento, è dinamica, aperta, con davanti a sé prospettive di nuovi sviluppi. Che non è congelata in schemi: … la Chiesa è viva e trabocca di nuove possibilità”  Si autoaccusa: “Il governo pratico non è il mio forte”…

Non   ho letto il libro, ma mi aspettavo il contenuto. So, da voci interne, che Ratzinger stava subendo da mesi fortissime  pressioni per correggere e diradare la scandalosa impressione che aveva fatto, a maggio,  il discorso del suo segretario, monsignor Georg Ganswein durante la presentazione di un libro:  il quale  proponendo un assurdo “papato collegiale”,  con uno “attivo e uno contemplativo” , inferiva  che Ratzinger era ancora pontefice, e gettava un’ombra profonda sulla legittimità di “Francesco”  come Papa.

(per il discorso di Ganswein, si veda qui : http://www.antoniosocci.com/discorso-integrale-mons-gaenswein-ancora-piu-esplosivo-quanto-si-immaginava-vera-svolta-papato-diventa-un-organo-collegiale-invalida-la-rinuncia/)

Era a tutti chiaro che Ganswein, il segretario, non parlava di sua iniziativa, ma su mandato del dimissionario, ilquale mandava a  Francesco un segnale, un avvertimento.  Adesso, il libro intervista dal titolo anodino, finalmente, Ratzinger dissolve quel fumo nero che il suo segretario aveva sparso sul papato sudamericano.

Come  diceva, alcune voci mi hanno detto che questa ritrattazione è stata richiesta all’ex Papa con forti pressioni. Ma erano voci. Adesso invece ho la prova:  la prova che Benedetto  mente su almeno un particolare importante.

La prova  la dà, involontariamente, proprio   il sito Vatican Insider, a firma del vaticanista de La Stampa Andrea Tornielli,   forse il più  esaltato esaltatore di “Francesco”.  E’ nel pezzo che Tornielli  pubblica il 9 settembre, dal titolo   “Ratzinger: fu mia l’idea di cambiare i vertici dello Ior nel 2012”   Eccola: “Un esempio finora sfuggito ai recensori del libro riguarda l’Istituto per le Opere di Religione. Una certa vulgata ha fatto passare l’idea che la clamorosa destituzione del presidente Ettore Gotti Tedeschi (nominato nel 2009, e dunque in pieno pontificato ratzingeriano), avvenuta con modalità a dir poco discutibili, sia stata frutto di un complotto ordito dal cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone. Una decisione che Benedetto XVI avrebbe subito, incapace di reagire. Ma a pagina 209 del libro intervista, il Papa emerito risponde senza tentennamenti a Seewald, rivendicando la scelta: «Per me lo IOR è stato fin dall’inizio un grosso punto di domanda, e ho tentato di riformarlo. Non sono operazioni che si portano a termine rapidamente perché è necessario impratichirsi. È stato importante aver allontanato la precedente dirigenza. Bisognava rinnovare i vertici e mi è sembrato giusto, per molte ragioni, non mettere più un italiano alla guida della banca. Posso dire che la scelta del barone Freyberg si è rivelata un’ottima soluzione». «È stata una sua idea?», chiede il giornalista. «Sì» risponde Ratzinger”.

Ora, si dà il caso che lo stesso medesimo Tornielli, su Vatican Insider   di tre  anni fa ( 22/10/2013)  affermasse proprio il contrario. Fin dal titolo:«Benedetto XVI fu molto sorpreso della cacciata di Gotti Tedeschi» – Ecco il testo :   “Papa Ratzinger era evidentemente all’oscuro della clamorosa cacciata del presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi, avvenuta con modalità e circostanze del tutto inedite nella storia della Santa Sede e accompagnata dal tentativo di delegittimare personalmente e professionalmente la sua persona, come attestano le motivazioni messe nero su bianco dal board della «banca vaticana» in un documento a firma di Carl Anderson.
“Lo attesta monsignor Georg Gänswein, Prefetto della Casa pontificia e segretario di Papa Ratzinger, in un’intervista con «Il Messaggero» pubblicata oggi. Alla domanda se Benedetto XVI fosse all’oscuro della cacciata di Gotti, Gänswein risponde: «Ricordo bene quel momento, era il 24 maggio. Quel giorno vi fu anche l’arresto del nostro aiutante di camera Paolo Gabriele. Contrariamente a quello che si pensa, non vi è nessun nesso tra i due eventi, semmai solo una coincidenza sfortunata, persino diabolica…».
“Un accenno significativo, questo di don Georg  – continuava Tornielli nel 2013 – . Nel durissimo documento con il quale Gotti venne licenziato, fatto volutamente filtrare alla stampa, tra le motivazioni veniva data anche la sua incapacità di spiegare come documenti riservati e corrispondenza interna dello Ior fosse finita sui giornali. Lasciando quasi intendere un coinvolgimento del presidente dell’Istituto per le Opere di Religione in Vatileaks. Le indagini della Gendarmeria vaticana hanno però verificato che anche gli scambi riservati di email riguardanti la legge sulla trasparenza vaticana divenuti pubblici facevano parte dell’archivio di fotocopie ritrovato in casa di Paolo Gabriele.
«Benedetto XVI – continua Gänswein – che aveva chiamato Gotti allo Ior per portare avanti la politica della trasparenza restò sorpreso, molto sorpreso per l’atto di sfiducia al professore. Il Papa lo stimava e gli voleva bene, ma per il rispetto delle competenze di chi aveva responsabilità scelse di non intervenire in quel momento. Successivamente alla sfiducia – aggiunge il segretario di Ratzinger – il papa, per motivi di opportunità anche se non ha mai ricevuto Gotti ha mantenuto i contatti con lui in modo adatto e discreto». È probabile che proprio monsignor Gänswein sia stato il tramite di questi contatti. Secondo alcune indiscrezioni, poco prima della rinuncia di Benedetto XVI, era stata decisa una forma di «riabilitazione» del banchiere licenziato, che poi non si è verificata”.

Qui potete leggere la versione n. 1:

http://www.lastampa.it/2013/10/22/vaticaninsider/ita/vaticano/benedetto-xvi-fu-molto-sorpreso-della-cacciata-di-gotti-tedeschi-l9pL7hPpgXNIZMOBSwBGcN/pagina.html

…e qui la versione 2:

http://www.lastampa.it/2016/09/09/vaticaninsider/ita/vaticano/ratzinger-fu-mia-lidea-di-cambiare-i-vertici-dello-ior-nel-TMevNRnlkofnBUsRv5AfKO/pagina.html

Nella prima, l’insider del Vaticano (e lo è davvero) afferma che la cacciata di Gotti Tedeschi – così brutale che lo stesso Gotti Tedeschi  affidò una serie di documenti a sua difesa a un notaio, nel caso “gli fosse successo qualcosa”  – non era stata voluta da Ratzinger, che non ne sapeva nulla e ne fu addolorato; la seconda versione,  il Vatican Insider sottolinea  che Ratzinger rivendica per sé quella cacciata, “avvenuta con modalità del tutto inedite   nella storia della Santa Sede”,  per   la misura di inciviltà,  malvagità e perfidia nel tentativo  di infamare  l’onore professionale del banchiere cattolico.

Ora, noi abbiamo motivi  diretti per affermare che la verità è la  prima: Ratzinger fu addolorato dalla cacciata di Gotti Tedeschi, cacciata di cui non lui era l’autore.  Adesso invece nella sua ultima intervista, Benedetto XVI si attribuisce anche questa mala azione  (“E’  stata una mia idea”); azione per di più con caratteri di abiezione e bassezza, che certo non gli somigliano. Si  incolpa di  una cattiveria commessa da altri:  di cui, per di più, si può documentare che è falsa. Voleva infatti riabilitare Gotti Tedeschi, e ci sono testimonianze a provarlo.

Excusatio Non Petita

Un autorevole insider mi dice: E’  possibile  che Benedetto  XVI faccia dichiarazioni menzognere ed evidentemente false per “falsificare”  tutte le dichiarazioni  nella intervista  ?  Oppure   vuole provocare  , con dette dichiarazioni false , reazioni  di smentita e  precisazioni ? .   E perché infine dichiara che non è sotto ricatto? Non è una Excusatio non petita   ? per far capire  che sotto ricatto   effettivamente fu, ed è ancora?

Tornielli  o mente adesso, o ha mentito nel 2013; passi (è un giornalista).  Ma che cosa induce Benedetto a mentire? Un Papa emerito?  Il motivo dev’essere gravissimo. Quale?  Un anno fa, nel settembre 2015,  ipotizzai che Ratzinger si fosse dovuto dimettere perché le potenze mondialiste avevano tagliato fuori la banca vaticana da SWIFT, il sistema di transazioni finanziarie globali:  ciò che rendeva il Vaticano uno stato-canaglia come l’Iran, e non gli consentiva alcun pagamento se non in contanti.  E difatti, appena  le telecamere ripresero l’elicottero con cui Benedetto XVI si ritirava a Castelgandolfo,   il Vaticano fu ricollegato a SWIFT,   i bancomat ripresero a funzionare…

PAPA LUCIANI

Può  essere stato rudemente invitato ad andarsene, da chi controllava veramente le finanze vaticane  perché la Chiesa sarebbe rimasta a secco in poche ore? E  nunziature e missioni nel mondo non avrebbero potuto ricevere fondi da Roma? Né Roma ricevere donazioni?

Georg Ganswein alluse, nel luglio scorso, al rapporto malato della Chiesa tedesca col denaro:   in Germania,  “Se decidi di non registrarti più come cattolico” (e non paghi la tassa ecclesiastica) sei fuori.   La Chiesa reagisce con l’espulsione automatica dalla comunità, in altre parole la scomunica! Questo è eccessivo, incomprensibile. Se metti in questione un dogma, non importa a nessuno, non ti cacciano. Il non pagamento della tassa alla Chiesa è un’offesa maggiore alla fede della violazione dei principi di Fede?”  Le casse piene e chiese vuote, questa forbice è terribile, e non può andare molto più a lungo bene. Se i registratori di cassa si riempiono ed i banchi si svuotano, ci dovrà essere un giorno un’implosione. Una chiesa vuota non può essere presa sul serio”.

A me sembrò  una mite e sibillina protesta contro la Chiesa-Mammona;  la Chiesa che   tiene più ad esser  collegata con Swift   che a tenersi un Papa   sgradito alle potenze dietro a SWIFT.  Ma forse io sono troppo sospettoso.

Un’altra voce o tesi,   dice che queste stesse potenze  vogliono affrettare la fusione-dissoluzione della Chiesa romana, sacramentale, nel  protestantesimo generico, al “cristianesimo” generico,  ridotto universalismo  umanitario, ritenuto il necessario componente  del ‘governo mondiale’: operazione a cui Ratzinger esitava, e che Bergoglio sta compiendo con straordinaria rapidità e specifico zelo.

Chiesa nella tempesta

Ma queste son tutte elucubrazioni cospiratorie. Una cosa è certa: Benedetto ha ritrattato le affermazioni  e le allusioni del suo segretario  che gettavano un’ ombra su Bergoglio;  ha fatto di più, fino ad incolparsi di un’azione abietta che effettivamente non ha commesso. Chi è  stato scagionato da questa auto-accusa? Non sappiamo.  Perché Benedetto mente? Perché deve mentire? Nonostante le sue fragilità, non credo che lo farebbe se non nella convinzione di  evitare alla Chiesa un danno più grande.  Deve avere, in qualche modo, adempiuto a un dovere.

Quale? Non ho risposte.

Invece sento il tono, e persino la terminologia, della Junta sudamericana nell’ottimismo entusiasta di Ratzinger    per le  novità    che così poco  gli somiglia: “L’elezione di un cardinale latino-americano significa che la Chiesa è in movimento, è dinamica, aperta, con davanti a sé prospettive di nuovi sviluppi. Che non è congelata in schemi: accade sempre qualcosa di sorprendente, che possiede una dinamica intrinseca capace di rinnovarla costantemente. Ciò che è bello e incoraggiante è che proprio nella nostra epoca accadono cose che nessuno si aspettava e mostrano che la Chiesa è viva e trabocca di nuove possibilità. (…) La Chiesa sta abbandonando sempre più le vecchie strutture tradizionali della vita europea e quindi muta aspetto e in lei vivono nuove forme. È chiaro soprattutto che la scristianizzazione dell’Europa progredisce, che l’elemento cristiano scompare sempre più dal tessuto della società. Di conseguenza la Chiesa deve trovare una nuova forma di presenza, deve cambiare il suo modo di presentarsi”.

E’ il programma  ideologico  di Bergoglio, espresso con le parole di Bergoglio,  che sembra dettato da Bergoglio:  non congelarsi in schemi,  Chiesa in movimento,  trabocca di nuove  possibilità….Ora, si può essere d’accordo che “La Chiesa deve trovare nuove forme di presenza”, sfrondando,  abbandonando tradizioni morte, rendendosi dinamica:  ma io personalmente accetterei senza residui questo impulso, non avrei alcun dubbio sulle innovazioni, se venissero da una persona con una  intensa  vita di santità personale.    Ma vedo sotterfugi, pressioni, menzogne e violenze; vedo una tendenza a legarsi al dito, a non perdonare, a farsi adulare, a godere delle luci mediati

PAZZESCO: coppia gay (due lesbiche) “benedetta” in Chiesa Cattolica durante la Santa Messa

Attualità, Ecclesiae

Non ha precedenti quanto è accaduto a Palermo e, come è stato rilevato, se i vertici della Chiesa non intervengono subito, l’emorragia sarà impossibile da fermare”.

FILIALE SUPPLICA AL VESCOVO DI PALERMO S.E. MONS. CORRADO LOREFICE (CLICCA QUI) 

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Ecco la “coppia” lesbo: dal cattolico Leoluca Orlando “sposati” al Comune e dal prete cattolico Cosimo Scordato “benedetti” in Chiesa

La notizia – il fatto- è allarmante (due persone,  che ammettono di commettere costantemente pratiche gravemente immorali, vengono salutate festosamente durante il Sacrificio Eucaristico!) e se il Vescovo di Palermo resterà in silenzio c’è veramente da preoccuparsi.

Ecco il fatto come lo ha raccontato una coraggiosa Testata cattolica (diretta da Riccardo Cascioli): ed è esemplare che alcuni (pochi!) media cattolici non si pieghino a tale follia che intende rivoluzionare la sana dottrina in nome di una distorta idea di misericordia.

“Ieri, 7 settembre, Elisabetta e Serenella si sono unite civilmente a Palermo. La prima notizia sta nel fatto che questa unione civile non fa più notizia. La seconda notizia – sicuramente meno usuale – vede Padre Cosimo Scordato parroco di San Saverio, chiesa di un rione del centro storico palermitano, presentare durante la messa domenicale alla comunità dei fedeli la coppia lesbica (clicca qui).

follia-in-chiesaIl padre ha chiesto ai presenti di “accoglierle nella comunità e di pregare per la loro vita insieme”, perché – così sostiene – la scelta di Elisabetta e Serenella “guarda al futuro”. Poi ha aggiunto: “Qualche giorno fa sono venute da me per chiedermi di benedire gli anelli. La Chiesa non ammette questo sacramento per le coppie omosessuali ma le ho invitate comunque a venire a messa per presentarle alla Comunità, perché la Chiesa deve accogliere tutti”.

lesbiche-di-palermoEvidentemente padre Scordato è tale di nome e di fatto perché immemore di ciò che dice il Catechismo della Chiesa Cattolica: bene accogliere le persone omosessuali, male accogliere l’omosessualità. E la presentazione delle coppia omosessuale in chiesa, durante la celebrazione eucaristica non può che essere letta come benedizione dell’omosessualità. Ed infatti aggiunge a beneficio dei garantisti, cioè di coloro che tendono a minimizzare simile uscite eretiche: “Il mio auspicio è che un giorno la Chiesa accetti di benedire anche le relazioni omosessuali. Le cose si cambiano poco a poco, un passo per volta”. Ed infatti è noto che al peccato mortale in genere ci si avvicina per gradi.

Cambiamo scenario, ma la musica rimane la stessa. Un gruppo di credenti interconfessionali – cattolici, valdesi, battisti, “veterocattolici” (sic), tra cui laici e non – mette in piedi l’iniziativa Progetto Gionata teso a far “conoscere il cammino che i credenti omosessuali fanno ogni giorno nelle loro comunità e nelle varie Chiese”. Il Gruppo di Ricerca su Spiritualità ed Omosessualità nato in seno a questo progetto invita tutti, dal 14 al 16 ottobre presso l’Eremo di Monte Giove vicino a Fano (dove vive una comunità di monaci camaldolesi), al decimo “Ritiro-laboratorio di spiritualità LGBTI” che avrà come titolo “Ad immagine e somiglianza di un Dio queer”. E pensare che noi abbiamo sempre creduto di essere stati creati ad immagine e somiglianza del Dio cattolico. Vetero-ingenuità.

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Padre Cosimo Scordato parroco di San Saverio, chiesa di un rione del centro storico palermitano, ha presentato durante la Messa domenicale alla comunità dei fedeli la coppia lesbica

In realtà il Gruppo di ricerca di cui sopra non ha inventato nulla di nuovo. Da tempo esiste una vera e propria teologia queer tesa ad incistare il portato culturale e dottrinale cristiano con la teoria del gender. In breve – al pari della messa gay di Padre Scordato – si vuole che la Chiesa incensi omosessualità e transessualità. Perché, così pare a loro, Dio abbraccia il peccatore e il peccato.

Ed infatti il sito del Progetto Gionata così interroga noi cattolici old style: “Che cosa ha da dire, alla vita di gay e lesbiche, il Dio delle teologie queer? Quanto c’è di sconvolgente nel modo di essere e di amare delle persone LGBTI, che possa essere ritrovato nel Dio della tradizione ebraico-cristiana? E, viceversa, in quale misura gay, lesbiche, trans o intersessuali, costruiscono un’identità personale ispirata ad un Dio ‘altro’, e quanto invece a modelli culturali che appartengono semplicemente alla società in cui cresciamo? Ci proponiamo di fare un percorso di approfondimento e di integrazione corpo-spirito, con la teologa e pastora Daniela Di Carlo e l’insegnante di Biodanza SRT Maria Monti. […] Vi aspettiamo per riscoprire insieme una spiritualità cristiana inclusiva e liberante”.

L’aggettivo “liberante” è significativo perché rimanda non solo al percorso di liberazione da supposti tabù culturali eterosessisti, ma anche al processo di liberazione di gay, trans, lesbiche etc. dall’oppressione di una cultura bigotta. Alcuni infatti considerano la teologia queer come una costola della teologia della liberazione.

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Sue Eccellenza Reverendissima Monsignor Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo

Lasciamo ai teologi rispondere alle domande che assillano gli organizzatori del ritiro,che appare più un ritiro dalla sana dottrina.

Qui vogliamo solo appuntare un dato: l’inerzia totale delle gerarchie nel denunciare pubblicamente simili iniziative. Perché l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice non fa almeno una ramanzina a Padre Cosimo?

Forse lo avrà ripreso privatamente – siamo anche noi garantisti – ma operando solo così lo scandalo non è evitato. Perché i vescovi competenti non tuonano contro il Progetto Gionata? Gli atti omissivi verso il male, che permettono il male quando sarebbe doveroso impedirlo, pesano tanto quanto se non di più degli atti commissivi.

In breve qui siamo in presenza di sedicenti cattolici che spacciano l’omosessualità come condizione buona e compatibile con l’insegnamento di Cristo. È come un rivenditore Ferrari che consiglia al cliente di comprarsi una bella Skoda. Non credete che il responsabile vendite Ferrari appena appreso di questo comportamento scorretto che favorisce la concorrenza licenzierebbe in tronco il fedifrago rivenditore?”

Articolo di Tommaso Scandroglio apparso su “La Nuova Bussola Quotidiana” l’8 settembre 2016 col titolo “Dilaga la Chiesa arcobaleno. E i vescovi in silenzio”

Messaggio del 2 settembre 2016…Medjugorje

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Avete cuori puri e aperti? Vedete i doni, i segni della mia presenza e del mio amore? Figli miei, in questa vita terrena procedete seguendo il mio esempio. La mia vita è stata dolore, silenzio, un’immensa fede e fiducia nel Padre Celeste. Nulla succede per caso, nè il dolore, nè la gioia, nè sofferenza, nè amore. Tutto questo sono le grazie che mio Figlio vi dà e che vi guidano nella vita eterna.

...Voi valete quanto vale il vostro cuore...Giovanni Paolo II

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Cari figli, per la volontà di mio Figlio e il mio materno amore, a voi figli miei, in modo particolare a coloro che non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio, vengo a voi. Voi che pensate a me, voi che mi invocate.

Avete cuori puri e aperti? Vedete i doni, i segni della mia presenza e del mio amore? Figli miei, in questa vita terrena procedete seguendo il mio esempio. La mia vita è stata dolore, silenzio, un’immensa fede e fiducia nel Padre Celeste. Nulla succede per caso, nè il dolore, nè la gioia, nè sofferenza, nè amore. Tutto questo sono le grazie che mio Figlio vi dà e che vi guidano nella vita eterna.

Mio Figlio chiede da voi l’amore e la preghiera in esso. Amare e pregare in esso significa: io, come madre, ve lo insegnerò. Pregate nel silenzio della vostra anima e non solo recitate…

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Benedetto XVI è libero o prigioniero?

Ecclesiae, MASSONERIA
B16 Mater Ecclesiae

Papa emerito Benedetto XVI Via dell Osservatorio Monastero ” Madre Ecclesiae” 00120 Città del Vaticano

Nel Monastero ”Madre Ecclesiae” dove vive Sua Santità Benedetto XVI è al sicuro? I lupi, dai quali ci implorò di pregare perchè non fuggisse, son ancora attivi e pericolosi? E’ al sicuro la sua corrispondenza, il suo telefono, i suoi documenti?

In modo subdolo e luciferino è in atto un attacco al suo restare in Vaticano! A parte gli assurdi gruppi su facebook non mancano sottili pronunciamenti di vescovi contro Benedetto XVI.

A noi cattolici, fedeli alla Dottrina, non resta che pregare -incessantemente- per lui e per la Santa Madre Chiesa così attaccata dall’esterno e dal suo interno ove i giuda non mancano.