coppia abbraccioDopo lo scandaloso “outing” – ha rivelato di essere omosessuale, di avere un compagno e che nella Chiesa permane l’omofobia- non si è ritirato nella sua Polonia (dove è probabile lo avrebbero accolto a pomodori) a riflettere, no. Se ne è andato nella Spagna del “suo fidanzato” Eduard (parentesi: è lì, in terra iberica, che il Monsignore ed il suo amichetto hanno il loro nido d’amore?) dove, fin dal 5 di ottobre e quindi appena 48 ore dal suo annuncio choc, ha cominciato a rilasciare interviste a iosa. Non ci interessa molto saperlo ma è probabile che le emittenti gli abbiano dato qualcosa per avere le sue preziose parole e la presenza sui propri schermi televisivi.

Naturalmente Charamsa ha postato e ri-postato a manetta tali interviste sul suo profilo Twitter, segno che conosce molto bene le strategie di digital marketing (gli saranno utili, del resto, non appena deciderà di pubblicare il libro già annunciato). Di tali interviste ed ospitate televisive ne ho contate quasi una decina.

CHA intervistato

E, in una di queste, egli fra le altre cose parla di Catalogna indipendente, di come il Vaticano non potrebbe non riconoscere il nuovo Stato e via di questo passo. In certi momenti pare di essere a Radio Padania Libera: c’è pure un commento di un ascoltatore che, rigorosamente in catalano, afferma testuale:  Propongo : a Monsenyor Charamsa primer Cardenal de la Cataluña Independiente !!!!

Come si dice in questi casi: verrebbe da ridere se non ci fosse da piangere. Ed è tutto vero, non invento nulla: GUARDA L’INTERVISTA COMPLETA

Insomma ha messo in pratica quel che aveva detto e cioè “mi troverò un lavoro”. Per ora, coccolato dal suo Eduard, se ne sta in terra iberica e “concede” interviste come fosse una star. Poi pubblicherà il libro e poi si vedrà. Intanto strizza l’occhio agli indipendentisti: che da grande  voglia fare il politico? Chissà.

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Un pensiero su “La nuova “battaglia” di mons. Charamsa : Catalogna indipendente

  1. L’ha ribloggato su Il Bene vinceràe ha commentato:

    Leggendo questo articolo si comprende sempre meglio come la “mossa” di Charamsa era stata preparata da tempo.
    Appare chiaro anche il legame con la Spagna il Paese del suo “fidanzato” Eduard.
    Davvero ci si chiede cosa mai potesse insegnare nelle Facoltà Teologiche, COME ha fatto ad entrare nelle Unioversità Pontificie?

    Ed ancora: come ha fatto ad entrare, giovanissimo, nella Congregazione per la Dottrina sulla Fede?

    Conoscendo le sue inclinazioni e, purtroppo, conoscendo certi andazzi viene forte il sospetto che l’ambizioso polacco non si sia fatto scrupoli di nessun genere pur di fare carriera.

    E, non pago, ora cerca ancora qualcosa.

    Ma l’interrogativo principale è: COME HA VISSUTO IL SUO SACERDOZIO?

    Interrogativo che, naturalmente, vale per ogni Presbitero
    -od anche Episcopo-
    che come Charamsa pensa che la pratica della omosessualità non sia un peccato.

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