Da che esistono i regimi , più o meno liberticidi e più o meno menzogneri, la comunicazione è una delle cose principali da controllare. In tal senso Galantino, col placet del numero uno, fece fuori Boffo per piazzare alla guida della tv della Cei un triumvirato distante anni luce dal cattolicesimo.

La cosa è stata più ardua con Avvenire ma, sostanzialmente, è avvenuta. Così pure per la insignificante (ma costosa e pagata con l’8 per mille) radio “In Blu” (si, esiste davvero). Naturalmente la radio “di regime” non è quella. Quella è solo un inutile carrozzone utile a piazzare giornalisti, appunto, di regime.

pravdaA proposito di radio e mezzi di comunicazione giunge oggi la notizia della defenestrazione di Lombardi. Ragioni anagrafiche o meno non importa: così è deciso da tempo. E, come nei regimi, si crea un unico strumento di propaganda che però ufficialmente risulta come “accorpamento dei mezzi di comunicazione”.

E nasce un unico soggetto, con la sigla CTV (già esistente), che d’ora in poi fornirà urbi et orbi il verbo di el papa ed anche dei suoi portaborse e turiferari. La vedova ed i suoi figli esultano. Dimenticano sempre che l’immacolata, Madre di Dio, trionferà.

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Nel seguente articolo (cliccare sul titolo) Sandro Magister narra l’ultima “menzogna del regime”

Paolo VI e le suore violentate in Congo. Ciò che quel papa non disse mai

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