SEMERAROCi siamo, venerdì 8 aprile alle 11.30 sarà “Amoris laetitia”. Questo il titolo della tanto attesa esortazione post-sinodale che farà sintesi del lungo cammino di discernimento sulla famiglia. Il documento, che come sappiamo si prospetta corposo (200 pagine), verrà presentato nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede.

Dalle indiscrezioni di cui è a conoscenza la Nuova Bussola Quotidiana nei giorni scorsi una lettera a firma del cardinale Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo, è stata inviata a vescovi e cardinali per dare orientamenti in merito alla presentazione del documento a livello locale. Nell’invitare i vescovi a organizzare incontri per spiegare al popolo cristiano il contenuto dell’esortazione, il cardinale Baldisseri anticipa gli assi portanti del documento pontificio.

CARD CCESarebbero dunque quattro gli elementi che sono alla base di “Amoris Laetitia. Innanzitutto ampi riferimenti saranno riservati ai documenti finali delle due assemblee sinodali, specialmente la Relatio finale 2015. E già qui c’è una piccola curiosità, visto che finora la Relatio del primo Sinodo si considerava superata dal Sinodo successivo. L’attenzione è dunque su cosa sarà recuperato delle conclusioni del primo Sinodo.

Sono poi annunciate citazioni dal Magistero dei predecessori di Papa Francesco, e si fa riferimento ai due grandi documenti oggetto di discussione durante il cammino sinodale, vale a dire Humanae Vitae di Paolo VI e Familiaris Consortiodi Giovanni Paolo II. Possiamo dire che nulla cambierà rispetto all’enciclica “profetica”, per usare le parole dello stesso Francesco, di Paolo VI; mentre probabilmente si approfondirà in chiave di rinnovato approccio pastorale quanto indicato daFamiliaris Consortio, soprattutto a proposito del discernimento da attuarsi per le coppie di divorziati risposati. Un rimando è previsto anche all’ampio magistero di Giovanni Paolo II sull’amore umano (la “teologia del corpo”). Un terzo riferimento di “Amoris laetitia” saranno le belle catechesi di Papa Francesco sulla famiglia.

GALANTINO E PAPA FRANCESCODa ultimo – e qui soprattutto si appunterà l’attenzione generale –  vi saranno parti nuove, quelle che dovrebbero, si dice, completare il quadro. Ovvero delle indicazioni pastorali di cui la lettera del cardinale Baldisseri annuncia la presenza ma non dà indicazioni sul contenuto.

America, la nota testata dei gesuiti degli Stati Uniti, che ha sempre seguito con molta attenzione l’argomento, giovedì twittava con solerzia che «il Papa dovrebbe ribadire l’insegnamento tradizionale del matrimonio e sottolineare l’importanza della preparazione al matrimonio. E, in questo Anno della Misericordia, aprire porte nell’approccio pastorale della chiesa ai divorziati risposati cattolici e sulla questione dell’omosessualità in famiglia». Forse questa potrebbe essere la giusta fotografia di “Amor laetitia”: nessun cambiamento dottrinale, novità pastorali. Peraltro questo è stato anche uno dei mantra di maggior successo ripetuti durante il cammino sinodale: la dottrina non si tocca, ma si cambia “solo” l’approccio pastorale.

Inoltre è interessante notare che la presentazione del testo in Sala Stampa è stata affidata, oltre che al Segretario generale del Sinodo, all’arcivescovo di Vienna, il cardinale Christoph Schönborn. Quest’ultimo durante il cammino sinodale è stato certamente un valente sponsor delle innovazioni pastorali. Anzi era andato un po’ oltre, specialmente con la richiesta di riconoscere i “semi di verità” presenti anche nelle varie coppie “irregolari” (omosessuali compresi), in analogia a quanto indicato in Lumen Gentium 8 per quanto riguarda elementi di santificazione e verità presenti fuori dai confini visibili della Chiesa Cattolica. «Chi siamo noi per giudicare e dire che non ci sono elementi di verità e di santificazione in [queste relazioni]?», disse Schönborn nel 2014.

L’arcivescovo di Vienna era anche un membro di quel Circolo Germanicus che nel Sinodo ordinario dell’ottobre 2015 disegnò quella che molti definirono come la quadratura del cerchio. Una soluzione ritenuta di compromesso tra due tesi contrapposte, specialmente a proposito dell’accesso all’Eucaristia per le coppie di divorziati risposati. Un compromesso che, secondo altri, sarebbe funzionale all’apertura di porte pastorali che dovrebbero condurre ad una sorta di cammino penitenziale affidato in ultima istanza al vescovo locale. Sarà questa la principale “novità” dell’esortazione?

Venerdì scopriremo “Amoris laetitia”, vedremo quindi quali saranno le parti nuove che certamente ci saranno, e che molto probabilmente non si limiteranno a ribadire quanto già detto dai predecessori di Papa Francesco.

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