SACRA FAMIGLIA 1AVE MARIA

Come cristiani non possiamo non avere a cuore la conversione a Cristo e la salvezza eterna di ogni uomo. Compresi i peccatori pubblici e perfino i più ostinati. Anzi: proprio per essi, più drammaticamente vicini all’inferno eterno ed irreversibile, il cristiano prega ed offre sacrifici implorando da Dio la Grazia. Ma, è noto, Dio rispetta la libertà della creatura. Egli, l’Onnipotente Creatore attende il si, il fiat, della creatura per poter entrare nel suo cuore. E per agire e, in molti casi, operare grandi cose. E’ il mirabile intreccio fra la libertà dell’uomo e la volontà di Dio. Mistero da contemplare ed adorare. Ma non si può mistificare la realtà e dire cose imprecise o inesatte.

Tanto per dirne una si rischia seriamente di rendere “inutili” i Sacramenti. Che invece sono la fonte della Grazia. La Chiesa di Cristo -vero uomo e vero Dio- nasce dall’Eucaristia e vive di Essa. Ed i Sacramenti sono scaturiti sotto la Croce dal Corpo sacratissimo di Cristo: quando gli fu dato il colpo di lancia al costato , dice il Vangelo, “subito ne uscì sangue ed acqua”.

La Chiesa ha sempre visto in questo prodigio la scaturigine del Sangue Preziosissimo che Cristo ha effuso per la Remissione dei Peccati e che si perpetua nella Confessione, e l’acqua del Battesimo.

Il Concilio non ha abolito i Sacramenti (nessuno, del resto, potrebbe) : ha solo detto che attraverso vie a noi non note Dio si rende presente a quelle anime che non hanno ricevuto l’Annuncio.

Forse il punto è proprio questo: chi non ha ricevuto l’annuncio, la Buona Notizia. Ma guai a confondere costoro con chi, invece, l’Annuncio lo ha ricevuto e lo ha coscientemente respinto, rifiutato, negato.

Così tanti, così Marco Pannella a quanto pare.

RAVASI BNAnche se la massoneria suona la grancassa essendo morto uno dei suoi ed all’unisono tutti i mezzi di comunicazione ne stanno facendo un idolo -una specie di papa laico- a noi non risulta una conversione: soprattutto non risulta aver ricevuto i Sacramenti: Confessione (e non si dica che “a lui non serviva”), Eucaristia (e se qualche improvvido prete, fosse anche vescovo, lo ha fatto si è macchiato di sacrilegio) ed Estrema Unzione.

Ci risulta anche aver rifiutato il funerale cristiano. Non capiamo come (e perchè!) si gridi con ingenua commozione o perfida falsità alla “conversione di Pannella”.

A tal proposito si riporta una interessante lettera che Francesco Agnoli, uno dei collaboratori di Radio Maria, ha scritto alla Nuova Bussola Quotidiana: 

Caro direttore

la lettera di Pannella a papa Francesco ha fatto molto rumore. Purtroppo, per nulla. Presentare quella lettera come una sorta di conversione è una ingiustizia, anzitutto nei suoi confronti. Trovo questo tenativo di arruolare nella Chiesa chi la ha sempre combattuta, un po’ sgradevole.  Si manca di rispetto, verso la libertà del defunto. 

Nessuno può sapere se Pannella si sia convertito o meno. Certamente però, possiamo dire che l’uomo che ha lottato tutta la vita per legalizzare aborto, divorzio, eutanasia e droga, non ha mai detto, nell’ultimo periodo della sua vita, di aver cambiato idea. Non lo ha scritto neppure nella famosa lettera al papa, che non è stata certo l’unica (domanda: ma chi la ha passata ai giornali, e perchè?).

Sappiamo bene che Pannella cercava di arruolare nelle sue battaglie, tutti. Ci provò anche con Giovanni Paolo II, sia dalla radio, sia per iscritto; ci ha provato, sin dall’inizio del pontificato, con Francesco. Per invitarlo a “convertire” la Chiesa. Era un’ idea che ha sempre avuto. Vorrei notare un fatto. Nella lettera Pannella ribadisce un concetto a lui caro: di essere più vicino lui, a Cristo, della Chiesa.

Quante volte lo ha detto e ribadito! Pannella è sempre stato interessato alla fede, alla Chiesa, a Cristo, ma per combatterla, e per “convertirla”. Per ascoltare il Dies irae gregoriano, bisognava aprire radio radicale! Come ribadisce il concetto? Scrivendo: “questo è il Vangelo che io amo e che voglio continuare a vivere”. 

Scrivendo “questo è il Vangelo”, Pannella ribadisce: “Questo, non quello che la Chiesa predica da duemila anni”. Quando afferma “voglio continuare”, dichiara apertamente di non aver mai camnbiato strada. Continuare è un verbo che non lascia spazio ad interpretazioni. Io, ha scritto Pannella, ho sempre servito gli ultimi, e continuerò a farlo. Con il divorzio, l’aborto ecc., Pannella si è sempre dichiarato dalla parte degli ultimi. In questa lettera, lo ha ribadito. 

Senza dunque voler leggere nel cuore di nessuno, ma limitando a leggere la lettera, ribadisco che trovo sgradevoli e disonesti (forse, talora, ingenui) i tentativi di convertire Pannella in punto di morte. Dio ci ha dato la libertà di rifiutarlo, arruolare tutti tra i suoi discepoli è negare la libertà stessa che Dio ci ha dato, di dirgli di no. Come Pannella ha fatto per tutta la vita pubblica. 

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