Il reinserimento sociale ed il loro collocamento nel mondo del lavoro è una sfida: lo sanno bene gli ultra cinquantenni disoccupati che provano a rientrare in tale alveo. Figuriamoci cosa significa e quali sacrifici questo comporta per chi ha avuto problemi con la Giustizia. Occorre preservare costoro da ogni ingiusto stigma che l’arresto e la detenzione (sia essa carceraria o domiciliare) può ingenerare. A volte vi può essere un accanimento mediatico su persone che, per varie ragioni, erano già esposte o sovraesposte.
Ebbene, c’è chi ce la fa. C’è chi, con umiltà e tenacia, prova a rientrare nel mondo del lavoro: magari esercitando quella professione che avevano svolto in passato. Si cerca di superare gli immancabili risolini dei perbenisti e, sempre con umiltà, si prova a ricominciare.
Auguri a chi ci sta provando, a chi ci proverà (magari spinto proprio dall’esempio di altri) e naturalmente a chi, a quanto pare, è riuscito nell’intento. Bisogna sempre dare una seconda chance.

mah (3)

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