La democrazia è salda, nessun rischio (almeno per ora) di fascismo-dittatura. Anzi, nessuno è stato vittima di tanto odio da parte dei mezzi di comunicazione come Matteo Salvini (forse ha superato anche Berlusconi da questo punto di vista). Quindi sul piano politico ed istituzionale l’Italia non corre rischi, nonostante i j’accuse dei soliti noti a reti unificate (da LA 7 a RaiTre).

Quello che invece preoccupa è la china che sta prendendo quello che doveva essere un normale e fisiologico aumento della stima e popolarità e che, invece, sta prendendo pericolose strade. Erano facilmente ipotizzabili ma, finora, il soggetto ci pareva immune a tale rischio.

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Qualche dubbio è cominciato a venire con tutti quei continui tweet. Ultimamente twittava pure se si metteva una camicia o andava in altalena. Dicono che Obama inaugurò questo modo di fare politica: chiunque ne abbia la paternità speriamo cessi questo andazzo. Oggi, per fare un esempio, la Meloni ha twittato l’etichetta della carne che aveva comprato con delle considerazioni che non erano proprio scienza politica.

Ma torniamo al nostro. Non ricordiamo -almeno per ora. E comunque lo sanno tutti- il suo vivere in una situazione immorale (adulterio e concubinaggio) ma l’idolatria no, proprio no. Specie se essa avviene il giorno in cui una massa di lussuriosi pervertiti promuovono la sodomia e lo fanno nella culla della devozione mariana italiana – a Pompei- (dove le nostre mamme e nonne andavano in viaggio di nozze) e a capo di questa scandalosa carnevalata si mette un membro del Governo di cui Salvini è non solo Ministro ma addirittura Vice Presidente!

E lui da Pontida che fa? Solita pappardella (che poi, gira e tuira, son le cose -condivisibili o meno- ch dicevano Bossi e Borghezio) e nessun accenno, nessun distinguo. Spadafora lì, a nome del Governo e lui lì ad arringare la massa di “adepti” con i soliti slogan. Oggi, ma forse perché era stanco e stressato da una interminabile campagna elettorale, è giunto persino ad attaccare il Catechismo della Chiesa Cattolica. E stupisce che nessuno se ne sia accorto. Ci torneremo. Resta che ha taciutorispettando il silenzio su Spadafora a Pompei  in modo quasi monacale.

La cosa divertente è quello che dice di lui la Pivetti (ora ballerina, soubrette e…chissà cos’altro). Sentite: “Salvini sta riuscendo in un’impresa con la quale Bossi non si era mai neanche cimentato: portare la Lega nord a confrontarsi con la politica vera e non soltanto con l’idolatria del capo”. 

Non sappiamo se ha ragione Salvini o la Pivetti. Decidete voi. E comunque: leghisti erano e tali restano. Con rispetto ma leghisti. Quei leghisti che, a metà degli anni Ottanta, già scrivevano sui muri a Padova “FATE FURBO: VOTA LIGA”. Ecco, bravi i furbi.

Vedremo il seguito ma questi sono segnali preoccupanti. Noi ve l’abbiamo detto.

NONNA AEMIDA

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Un pensiero su “SALVINI, SIAMO GIÀ ALL’IDOLATRIA?

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