Gay scout dell’Avvenire

il blog di Costanza Miriano

di Costanza Miriano

Il problema della pagina che l’Avvenire ha dedicato domenica al caso degli scout omosessuali è principalmente la collocazione all’interno del giornale: la pagina denominata catholica. Sarebbe stato più appropriato la pagina varie, o altro, o liquida, se si preferisce il latino. Perché nel modo di affrontare la questione non c’è assolutamente niente di cattolico. Se si fosse affrontata la conversazione in un qualsiasi salotto di gente non credente, ovviamente aperta, multiculturale, di larghe vedute, refrattaria ai dogmi come impone il pensiero medio, non retriva come noi cattolici che pensiamo che la Verità sia una sola possibile, gente che beve uno spritz la sera in riva al mare, sarebbero venute fuori più o meno le stesse conclusioni. Conclusioni di buon senso, forse, ma incuranti delle posizioni del magistero della Chiesa, e persino del Papa a cui forse credono di conformarsi: il caso è sempre da affrontare, bisogna discernere…

View original post 1.374 altre parole

FATIMA, IL SOLE E IL VESSILLO NERO. LA PROFEZIA DEL FRATE: “SIAMO IN GRADO DI FARVI CROLLARE E VI FAREMO CROLLARE”

Il Segno di Giona

“Noi siamo in grado di farvi crollare e vi faremo crollare”. Polonia, fine del secondo decennio del’900. Un giovane frate francescano conventuale è seduto sulla sua scrivania e cerca di riordinare le idee. Sul tavolo ha solo una piccola immagine della Madonna. Da pochi mesi si dice che una “bella Signora” sia apparsa in Portogallo a tre ignoranti pastorelli. Tutta la stampa ne aveva parlato. Aveva parlato di quelle strane apparizioni e del miracolo del sole, prodigio preannunciato dai pastorelli.

Il frate pensa a quanto gli è accaduto. A Roma ha visto “la mafia massonica, ripetutamente disapprovata dai pontefici, che spadroneggiava in maniera sempre più sfrontata”. Nei suoi occhi l’immagine del vessillo nero – portato e sbandierato per le vie  durante le celebrazioni in onore di Giordano Bruno – con l’effigie di San Michele Arcangelo sotto i piedi di Lucifero. Ha visto l’odio mortale verso la Chiesa di Cristo e…

View original post 401 altre parole

Nova patria Christi Africa

Robert-Sarah

Nova patria Christi Africa. Lo ha detto il cardinale Roberto Sarah, citando il beato Paolo VI, in una lunga intervista concessa alla rivista francese L’Homme nouveau. In effetti, come ha rilevato una recente indagine dell’istituto Pew Research Religion, nel 2050 le stime dicono che 4 cristiani su 10 vivranno in Africa.

L’attuale prefetto della Congregazione vaticana del Culto divino, originario della Guinea, ha detto di credere che la chiesa d’Africa è già chiamata «a giocare un ruolo a livello della Chiesa universale». «Oggi, nel contesto di crisi profonda, che vede la fede stessa messa in discussione e i valori respinti, io credo fortemente», ha sottolineato il cardinale, «che l’Africa può apportare, nella sua povertà, nella sua miseria, i suoi beni più preziosi: la fedeltà a Dio, al Vangelo, il suo attaccamento alla famiglia, alla vita, in un momento storico in cui l’Occidente dà l’impressione di voler imporre valori inversi».  La freschezza del cattolicesimo africano è testimoniato anche dal numero crescente di vocazioni sacerdotali, una realtà in netta controtendenza rispetto alla situazione sempre più asfittica dei seminari del mondo occidentale. Sono circa 400.000 i preti africani nel mondo ed è un dato significativo, ma il cardinale Sarah non si nasconde dietro il fatto quantitativo e avverte un problema di fondo.«Certo», ha detto, «[i sacerdoti] hanno studiato molti testi scientifici, ma si trovano incapaci di nutrire il popolo di Dio e di portarlo verso la radicalità evangelica, perché essi stessi non hanno davvero visto o incontrato personalmente Cristo. Dovrebbero essere come Sant’Agostino. Nonostante la sua qualità eccezionale di teologo, la sua parola sortiva dal cuore e dalla sua esperienza. Ecco il profilo dei sacerdoti che vorrei!».

Il problema formativo è una questione complessa e per molti versi rappresenta una ferita aperta nel corpo ecclesiale. «Non possiamo lasciare», sottolinea il cardinale, «che la gente dica o scriva qualsiasi cosa sulla dottrina, la morale (…) La Chiesa non deve esitare a denunciare il peccato, il male e tutte le condotte cattive o perversioni umane». C’è il problema “urgente” di garantire la stabilità del magistero della Chiesa, e l’adattamento alla sensibilità dell’uomo di oggi non deve costituire un pretesto per «adattare l’insegnamento di Cristo e della Chiesa alle circostanze, alla storia o alla sensibilità di qualcuno». Il riferimento è al rischio di separare dottrina e pastorale, un rischio che deve essere assolutamente evitato, pena fondare una pastorale «sulla sabbia». Fedele al ruolo che attualmente ricopre, e a cui è stato chiamato direttamente da Papa Francesco, il cardinale si è soffermato anche sul tema della liturgia che non è affatto periferico. Perché, come sappiamo, è sempre valida la formula lex orandi, lex credendi. Come aveva già rilevato nel libro intervista con Nicolas Diat – Dieu ou rien – il cardinale ribadisce la sua preoccupazione per una «liturgia che diventa un semplice gioco umano. Se le celebrazioni eucaristiche si trasformano in luoghi di applicazione delle nostre ideologie pastorali e di opzioni politiche partigiane, che nulla hanno a che fare con il culto spirituale per celebrare come previsto da Dio, il pericolo è immenso. Sembra urgente mettere più attenzione e fervore nella formazione liturgica dei futuri sacerdoti».

La vera sfida, quindi, è quella di «rendere percepibile l’insegnamento della Chiesa, mantenendo intatto il nucleo della dottrina», un traguardo ineludibile per poter vivere lo stato di missione permanente a cui chiama Papa Francesco. Il cardinale Sarah è convinto innanzitutto che «il magistero deve restare fermo come una roccia. Perché se si crea un dubbio, se il magistero si relativizza al tempo che stiamo vivendo, allora la Chiesa non ha più il diritto di insegnare». Così l’Africa appare sempre di più la «nuova patria di Cristo» e per questo acquistano sapore profetico le intuizioni di San Daniele Comboni. Il patrono dell’Africa al Concilio Vaticano I chiese ai padri di sottoscrivere una petizione a favore dell’evangelizzazione della Nigrizia. Il suo era un «piano per la rigenerazione dell’Africa», una rinascita dell’Africa con l’Africa che confidava nella forza del Vangelo. Oggi davanti ai nostri occhi abbiamo i frutti di quel lavoro missionario, la Chiesa d’Africa sembra effettivamente chiamata ad una missione di ritorno, verso quelle terre da cui ricevettero il Vangelo e che ora sembrano far di tutto per dimenticare le loro radici spirituali e culturali.

La mia testimonianza …il mio viaggio in paradiso ….Medjugorje

Per tutti quelli che parlano di “madonna-postina”

...Voi valete quanto vale il vostro cuore...Giovanni Paolo II

2435625875

Sono passati ormai 9 anni dal mio primo viaggio a Medjugorje ,un viaggio che mi ha cambiata moltissimo e mi ha fatto vedere tutto con occhi nuovi ,auguro a tutti di incontrare Gesu’ sul proprio cammino,lui che l’unica vera Gioia…oggi che è il mio 39 compleanno ringrazio Dio per averlo incontrato nella mia vita è condivido con voi il viaggio fatto il 30 giugno 2008 tra le braccia della Madonna ,che mi ha portato a lui. Grazie!!! Maria D.G.


IL MIO NOME è MARIA, VIVO IN ITALIA ,IN PROVINCIA DI NAPOLI,DOMANI COMPIRO’ 30 ANNI,SONO SPOSATA E HO UN BAMBINO….IL MESE SCORSO ,PRECISAMENTE IL 30 GIUGNO 2008 SONO PARTITA PER MEDJUGORJE….PER ME è STATO UN VIAGGIO PER IL PARADISO….LA MADONNA MI HA PRESO PER MANO E MI HA PORTATA VERSO IL SUO CUORE PER POTER CAPIRE ,CONOSCERE ED AMARE IL SIGNORE..VORREI COMINCIARE DALL’ INIZIO:…
LA MIA VITA ERA UNA VITA LONTANA DA…

View original post 1.937 altre parole

Ecco alcuni modi per “reagire” alla crisi ecclesiale

Togliere l’8 PER MILLE alla CEI (assegnandolo persino ai buddisti italiani, purché nemmeno un euro finisca a mons. Galantino e compagni)

Smettere di frequentare (e di fare lì l’elemosina) le parrocchie più bergoglionizzate per andare in altre dove ci sono ancora preti che testimoniano fede cattolica, anche se questo costa il sacrificio di fare un po’ di strada.

Non rinnovare abbonamenti ad Avvenire, Famiglia Cristiana ed altri organi di regime.

Aiutare preti e suore perseguitate dal regime perché in coscienza non se la sentono di distribuire indiscriminatamente la comunione o di applaudire all’operazione “SVUOTA L’AFRICA” o di depenalizzare la sodomia o di applaudire acriticamente Fratel Enzo Bianchi quando viene a fare le catechesi in parrocchia.

 

Fare qualche digiuno, rosario, processione in riparazione dei pubblici peccati (compresi quelli di cui stiamo qui commentando commessi da chierici ufficialmente cattolici).

Quando capita l’occasione, rispettosamente “mettere la pulce nell’orecchio” a parenti e amici che ancora frequentano le chiese e a cui non sono ancora cadute le fette di prosciutto dagli occhi.

Sono piccole cose, però se vogliamo ognuno di noi può farle: anche a noi poveri “servi inutili” un talentino da spendere per la buona battaglia è stato concesso.

(Tratto dalla rete. URL http://www.marcotosatti.com/2017/07/27/humanae-vitae-smentita-della-smentita-un-gruppo-di-lavoro-esiste-biella-bonino-in-chiesa-impedito-il-dibattito/#comment-21142 )