Autore: reginamundi

Invernizzi di Alleanza Cattolica non va in onda a Radio Maria : come mai?

Piccolo cortocircuito (magari derivante dal fatto che la radio è impegnata a Collevalenza per il Congresso Mondiale) o cos’altro? I fatti dicono questo: questa sera, martedì 16 ottobre, non sta andando in onda  “La Voce del Magistero” storica trasmissione condotta dal Reggente di Alleanza Cattolica Marco Invernizzi.

invernizzi

Naturalmente è una cosa che può accadere: magari lo stesso Invernizzi è a Collevalenza oppure è già in Sicilia dove terrà nei prossimi giorni una serie di conferenze oppure altre ragioni. Chissà.

La cosa curiosa è che sul profilo Twitter dell’Emittente è stato regolarmente annunciata la trasmissione come potete vedere nel tweet postato qualche minuto fa. Invece va in onda una registrazione della “Scuola di Preghiera” di padre Andrea Gasparino.

tweet invernizzi

Magari nei prossimi giorni scopriremo che è stata solo una svista. O forse no: potrebbe esserci altro? In questa fase di profonda confusione ecclesiale (confusione e divisione che non ha risparmiato la stessa Emittente così come Alleanza Cattolica – con alcune epurazioni di storici membri- così come l’Opus Dei, CL eccetera) potrebbe esser accaduto qualcosa che ha portato all’allontanamento di Invernizzi, ultimamente apparso in una situazione spaventosamente confusa? Lo scopriremo presto.

IL VIDEO DEL PAPA – Ottobre 2016

Il Video del Papa diffonde ogni mese le intenzioni di preghiera del Santo Padre per le sfide dell’umanità e la missione della Chiesa.

 

L’abitino oggi è scomparso. Ma soprattutto è scomparso l’Apostolato della Preghiera. O meglio: fanno credere che esista ancora. In realtà è diventato, da qualche anno, la Rete Mondiale di Preghiera (Pope’s Worldwide Prayer Network): voi direte che è la solita “americanata”, han solo cambiato il nome, lo hanno inglesizzato e basta. Tutto resta come prima. Magari fosse così….

In accordo con le disposizioni della massoneria mondiale che governa la massoneria ecclesiastica (cui appartiene una percentuale spaventosa del Clero cattolico) l’odiato culto al Sacro Cuore è pressoché eliminato.

Pope Francis sits with Hindu Ndu-Kurukkal SivaSri T. Mahadeva during the Interreligious Encounter at the Bmich in Colombo

Da tempo i membri di questa Associazione più sensibili ed intelligenti lo avevano compreso (anche questo sito ne aveva parlato) ma non c’è stato verso di opporsi: poi con la nascita del “video del papa” si è avuto il “battesimo” sulfureo che ha trasformato l’Apostolato della Preghiera, la gloriosa Associazione fondata da santi Gesuiti per diffondere e propagare il Culto e la Devozione al Cuore Sacratissimo di Gesù.

Il resto è storia d’oggi. Stanno eliminando il Sacrificio Eucaristico -il sogno dei satanisti da secoli!- figuriamoci se tengono in vita il Primo Venerdì del Mese.

Con la rete mondiale di preghiera del Papa, verso l’unità, l’eliminazione di ogni muro, verso la costruzione di un’unica umanità ed una sola religione umanitaria universale. Senza dogmi, senza sacramenti, senza peccati.

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Papa e budda

Chi è Monsignor Luigi Capozzi ?

E chi lo sa? Una volta -anche dopo il fattaccio- risultava ancora incardinato in una Diocesi dei Castelli Romani -luogo noto per il vino e, purtroppo, non solo per quello- poi è scomparso pure da lì, dal Sito della Diocesi.

capozzi e altri
Il Reverendo Capozzi Mons. Luigi è il primo da sinistra.

Fino a qualche ora fa nessuno della Curia Romana lo menzionava -figuriamoci se qualcuno  osava parlare dell’arresto del luglio 2017 e delle singolari circostanze- adesso invece è pacifico il suo arresto: c’è un pesce più grosso da difendere. E da occultare.

attenti a questo ambizioso sardagnolo focolarino

I Focolarini di una volta, quelli della prima ora, erano di una sincera dolcezza e come la loro Fondatrice erano autenticamente cattolici. Oggi non è più così. E non basterebbe questo sito per fare tutti gli esempi.

E così ci limitiamo ad uno di loro che, appunto, esemplificano tutto il marciume che si è annidato in questi anni in quella che è la “Opera di Maria” (eppure hanno questo stupendo e soave nome!).

Falsità, carrierismo, zero (o poca, pochissima) fede in Gesù Cristo Salvatore del mondo  e correlato sincretismo a manetta. Ed in più da un lustro –mese più mese meno- contano tantissimo in Vaticano. Una brutta storia, non vorremmo raccontarvela. Anzi: non avremmo mai neppure voluto conoscerla.

Tutto comincia –la nostra personale conoscenza- quando d’imperio, senza nessuna Dichiarazione Ufficiale emessa, obbliga padre Livio a cacciare Cavalcoli. Tutti apprendemmo la notizia dall’Ansa.

Il sardagnolo col nome buffo – e la faccia ancor di più- aveva bypassato tutto e tutti e aveva imposto alla maggiore Agenzia giornalistica di far sapere che non esiste un castigo di Dio (chissà se quando si confessa –se si confessa- omette di dire “perché peccando ho meritato i tuoi castighi” ) e che “Radio Maria deve correggere i toni del suo linguaggio e conformarsi di più al Vangelo e al messaggio della misericordia e della solidarietà propugnato con passione da papa Francesco specie nell’anno giubilare”.

Ecco. E poi c’è ancora qualcuno che si chiede “ma come mai padre Livio non è più quello di prima?”

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Attenti: questo ambizioso sardagnolo dal nome buffo – e la faccia ancor di più- farà tanto male alla Chiesa. Si, ancor più di quanto ne ha fatto finora. Noi vi abbiamo avvertito.

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omobitransessualità

“La Chiesa di Roma accoglierà l’appello dei credenti omobitransessuali?” è la domanda che sarà al centro della tavola rotonda “Fede cristiana e & omobisessualità” organizzata dalla AGedO (Associazione Genitori di Omosessuali) e patrocinata dall’Ordine degli Psicologi della Regione Puglia. 

Evento ad ingresso libero, realizzato con il patrocinio e il supporto del Garante Regionale per i diritti dei Minori e degli Adolescenti di Puglia.  

Che dire? Niente. Sarò strano ma per me uno che si fa operare (con tutto quel che ne consegue, “tagli” inclusi) per “diventare donna” è e resta sempre una follia. Anzi, una assurda mostruosità.

Ah, questa è la locandina. Naturalmente l’evento si svolge in una chiesa, precisamente in una Parrocchia della Arcidiocesi di Bari-Bitonto (Vescovo Francesco Cacucci).

lgbt

il dramma dell’omosessualità nella Chiesa

Pubblichiamo il IV paragrafo dello studio scritto dal Padre Andrzej Kobyliński dell’Università Cardinale Stefan Wyszyński di Varsavia dedicato al “Problema della pedofilia e dell’efebofilia nella Chiesa cattolica negli Stati Uniti”, pubblicato nel 2017, ma straordinariamente attuale dopo l’emersione dello scandalo degli abusi coperti da vesvovi e prelati negli Usa. L’articolo integrale si può trovare qui.  

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IV – Il Fenomeno dei preti gay

Al fenomeno degli abusi sessuali dei preti sui minori sono stati dedicati negli ultimi anni – non solo negli USA, ma anche in Europa – molti studi seri e approfonditi (cf. Sguotti 2015, Tulli 2014). Le ricerche scientifiche dimostrano che la percentuale molto elevata di casi di efebofilia dei preti americani e non di pedofilia, riguarda non solo la Chiesa cattolica negli USA, ma si verifica anche a livello mondiale. Le statistiche fanno notare che ben più numerosi dei pedofili sono i sacerdoti efebofili, che hanno relazioni non con bambini, ma con ragazzi i quali hanno superato la pubertà, nella maggioranza dei casi, di sesso maschile. Non si tratta dunque di pedofilia, ma di efebofilia, cioè di omosessualità con una predilezione per i minorenni.

MONS. CAPOZZI

Il 15 febbraio 2012, il sociologo italiano Massimo Introvigne ha pubblicato un articolo sul giornale cattolico “La Nuova Bussola Quotidiana”, intitolato Preti omosessuali. Oggi più di ieri? “Molti media – osserva Introvigne – sono così tornati sulla questione più ampia della diffusione dell’omosessualità nel clero cattolico, compresa quella che si rivolge ai maggiorenni, spesso attaccando il celibato sacerdotale e la Chiesa in genere. Ma è vero che oggi i sacerdoti omosessuali sono più numerosi che in passato? Le percentuali molto alte che si leggono qua e là, hanno qualche fondamento? La sociologia ha qualche cosa da dire su questo tema? Chi va alla ricerca di cifre, cita quasi sempre il vecchio volume del 1989 di James G. Wolf Gay Priests (Harper Collins, New York 1989), secondo cui nel 1986 negli Stati Uniti il 48,5% dei sacerdoti e il 55,1% dei seminaristi aveva un orientamento omosessuale.

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A differenza di altri autori che propongono cifre simili, Wolf è un sociologo con solide credenziali accademiche. Egli tentò, per la sua tesi di dottorato all’Università di Chicago, da cui è nato il volume, di costruire un campione casuale nazionale dei sacerdoti americani” (Introvigne 2012).

Sul fenomeno dei preti omosessuali nella Chiesa cattolica sono state pubblicate, negli Stati Uniti, decine di libri e centinaia di articoli. Va ricordato che già (78 Ks. Andrej Kobylinski) negli anni Settanta e Ottanta del XX secolo, i sacerdoti con tendenze omosessuali hanno cominciato a creare, in America, molti problemi. All’inizio degli anni Novanta l’omosessualità dei preti costituiva già un dramma vero e proprio in molti Paesi del mondo.

Negli Stati Uniti a quell’epoca, molti preti gay morivano a causa dell’AIDS. Nel 1989, don Andrew Greeley, scrittore e sociologo cattolico, morto nel 2013, scrisse un articolo sconvolgente sul settimanale americano “National Catholic Reporter”, a proposito della cosiddetta mafia lavanda (The Lavender Mafia) – locuzione che indica la lobby-gay all’interno della Chiesa cattolica (cf. Greely 1989). Secondo Greeley, già alla fine degli anni Ottanta, il sacerdozio cattolico stava diventando, negli USA, sempre più ad orientamento omosessuale.

Del fenomeno dei preti gay si sono occupati, negli Stati Uniti, molti autori. Tra tanti studi c’è, però, un libro che ha un valore informativo del tutto particolare. Si tratta di uno studio di Donald Cozzens, sacerdote cattolico, teologo e sociologo, Rettore del Seminario di Cleveland, Ohio, pubblicato nel 2000 e intitolato Il volto del sacerdozio che cambia: una riflessione sulla crisi sacerdotale dell’anima (cf. Cozzens 2000). Essendo formatore dei futuri sacerdoti e sociologo, Cozzens aveva la competenza professionale indispensabile per approfondire, fino in fondo, la vicenda dei seminaristi e dei preti omosessuali.

Secondo le sue ricerche, si può parlare, oggi, di “un esodo eterosessuale dal sacerdozio” (a heterosexual exodus from the priesthood). Cozzens ribadisce che all’inizio del XXI secolo il sacerdozio è già diventato, oppure è sul punto di diventare, la professione dei gay – una professione, esercitata eminentemente dai gay (gay profession).

L’interrogativo sugli abusi sessuali del clero si unisce alla questione riguardante il rapporto tra il sacerdozio e l’omosessualità. Cosa fare, oggi, con l’Istruzione circa i criteri di discernimento vocazionale riguardo alle persone con tendenze omosessualiin vista della loro ammissione ai seminari, pubblicata nel 2005 dalla Santa Sede? Dopo la promulgazione di questo documento, ogni forma di omosessualità, anche quella psicologica e non più soltanto l’omosessualità attiva, dovrebbe costituire un impedimento all’ordinazione sacerdotale.

Si può ancora trattare ogni tipo di omosessualità come un impedimento al sacerdozio e alla vita religiosa, sapendo che la percentuale di preti, religiosi e seminaristi omosessuali è molto alta e confermata scientificamente, negli USA ed in altri Paesi, da diverse inchieste sociologiche?