Categoria: Ecclesiae

Don Andrea Mingolla

don andrea mingolla

Don Andrea Mingolla è un Sacerdote della Arcidiocesi di Brindisi – Ostuni (diocesi suffraganea della Metropolia di Lecce) originario del comune di Mesagne, paese agricolo che ha dato negli ultimi due decenni tanti preti alla Chiesa brindisina.

Don Andrea è stato Ordinato da Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Rocco Talucci  il 30 Maggio 2010 (vedi foto in basso) : sta quindi per concludere i suoi primi dieci anni di Ministro di Dio.

Auguri di santità a lui, ad i suoi Confratelli mesagnesi ed a tutto il Clero di questa Diocesi del sud italia. Ad multos annos!

TALUCCI ORDINA DON ANDREA MINGOLLA

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DIOCESI DI PADOVA – LO SCANDALO DI DON SINIGAGLIA, DON CONTIN, DON SGUOTTI (e tutti gli altri)

Non c’è pace in quella Diocesi dell’Altitalia. Eppure la città è stata visitata continuamente dalla Grazia di Dio: basti pensare al lusitano Fernando Martins de Bulhões -l’immenso Sant’Antonio “di Padova”- e al grandissimo Montenegrino frate Leopoldo. Ma i padovani difettano nella santità. E non solo i semplici battezzati: i peccatacci -di ogni tipo ma soprattutto contra sextum- sono soprattutto dei Consacrati: preti sporcaccioni donnaioli, spesso privi di sana dottrina o, peggio,  modernisti. Qui non si vuole infierire: basta fare una ricerchina su google….

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Ma purtroppo l’andazzo pare non cambiare: preti froci, palestrati, avidi di denaro, avidi di carriera. Ed è normale che con questi Pastori il gregge è più che smarrito. Ed un giorno si approfondiranno meglio altri aspetti: solo un poco di pazienza. E nell’attesa “rivolgiamoci a Santa Rita”…..

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Sante Sguotti con la madre di suo figlio

 

 

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Il cornuto è arrabbiato e usa tutto per allontanarvi dalla preghiera

Cari figli! Questo tempo è tempo di grazia e di preghiera, tempo di attesa e di donazione. Dio si dona a voi perché lo amiate al di sopra di ogni cosa. Perciò, figlioli, aprite i vostri cuori e le vostre famiglie affinché quest’attesa diventi preghiera ed amore e soprattutto donazione. Io sono con voi, figlioli e vi esorto a non rinunciare al bene perché i frutti si vedono, si sentono, arrivano lontano. Perciò il nemico è arrabbiato e usa tutto per allontanarvi dalla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

GP2 pastorale

qualche parola sul “nuovo” Padre Nostro di Bergoglio

Ieri è stato cambiato il «Padre Nostro». Da sedici anni vescovi e teologi che stranamente non si sono fidati di duemila anni della Santa Tradizione della Chiesa, neanche di tutti i Papi fino a Benedetto XVI che hanno sempre ripetuto la preghiera più potente insegnata da Gesù Cristo, sono riusciti a modificare sia il «Padre Nostro» che il «Gloria» della Messa.

bergoglio

Una modifica incoraggiata dallo stesso papa Francesco perché egli non trovava consona quella traduzione e aveva rimarcato la sua volontà di cambiamento, facendo notare che per quel versetto specifico non era stata fatta «una buona traduzione».
Questa scelta di cambiare il «Padre Nostro» con la motivazione che non era stata fatta «una buona traduzione» inquieta i buoni cattolici, i quali rimangono sbalorditi e capiscono che rimane impossibile un errore durato duemila anni, con milioni di traduzioni identiche che riportavano sempre la frase «non indurci in tentazione».
Con la scusa della sbagliata traduzione si potranno cambiare alcune parole della Santa Messa e sarà eliminato il Sacrificio Eucaristico.

Nella mente e, soprattutto, nell’inconscio di molti cristiani si farà presente questo pensiero: allora finora ho pregato male, ho sbagliato a pregare? Non è assolutamente così. Non hanno sbagliato milioni di Santi e Sante, e noi abbiamo fiducia in queste Anime che hanno rinunciato a tutto per compiere solo la Volontà di Dio.
Gesù non avrebbe forse rivelato ai Santi l’errore della traduzione? Ma per Gesù è questa la traduzione corretta: «Non indurci in tentazione».
Un Papa è chiamato a confermare la Fede cattolica e non a modificarla, deve solo trasmettere quanto ha ricevuto dalla Santa Tradizione.
Gesù e la Madonna hanno parlato del «Padre Nostro» nei secoli e nei decenni passati a molti mistici e lo hanno anche spiegato. All’autentica veggente Pina Micali che ha ricevuto molti messaggi perfettamente in sintonia con il Catechismo della Chiesa, Gesù ha spiegato il «Padre Nostro», quindi anche la frase in questione. Questo ha confermato Gesù:
«E non ci indurre in tentazione. Chiedete a Dio di non lasciarvi slittare nella prova, di non permettere che Lo offendano. Letteralmente il testo greco dice: liberaci, strappaci via dal demonio, dal maligno che va in giro cercando chi divorare. Vegliate e pregate per non entrare in tentazione, ma per liberarvi dal male. Questa è la preghiera che ha lasciato il Padre Mio».
Ho spiegato varie volte in questi anni che le parole «non ci indurre in tentazione» riportate nel Vangelo sono state dette da Gesù, e vogliono dire di non permettere a noi la caduta nella tentazione, di fermarci quando ci troviamo sul punto di cadere, di darci la forza necessaria per vincere la tentazione.
La traduzione del «Padre Nostro» è sempre stata perfetta.

omobitransessualità

“La Chiesa di Roma accoglierà l’appello dei credenti omobitransessuali?” è la domanda che sarà al centro della tavola rotonda “Fede cristiana e & omobisessualità” organizzata dalla AGedO (Associazione Genitori di Omosessuali) e patrocinata dall’Ordine degli Psicologi della Regione Puglia. 

Evento ad ingresso libero, realizzato con il patrocinio e il supporto del Garante Regionale per i diritti dei Minori e degli Adolescenti di Puglia.  

Che dire? Niente. Sarò strano ma per me uno che si fa operare (con tutto quel che ne consegue, “tagli” inclusi) per “diventare donna” è e resta sempre una follia. Anzi, una assurda mostruosità.

Ah, questa è la locandina. Naturalmente l’evento si svolge in una chiesa, precisamente in una Parrocchia della Arcidiocesi di Bari-Bitonto (Vescovo Francesco Cacucci).

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