a proposito della c.d”pastorale per i gay”

Roma Pride 2016
La sfilata di un carro di partecipanti seminudi al Roma Pride 2016, Roma, 11 giugno 2016 (FOTO ANSA/ GIUSEPPE LAMI)

Dovrà essere ritirato ogni appoggio a qualunque organizzazione che cerchi di sovvertire l’insegnamento della Chiesa, che sia ambigua nei suoi confronti, o che lo trascuri completamente.

Un tale appoggio, o anche l’apparenza di esso, può dare origine a gravi fraintendimenti. Speciale attenzione dovrebbe essere rivolta alla pratica della programmazione di celebrazioni religiose e all’uso di edifici appartenenti alla Chiesa da parte di questi gruppi, compresa la possibilità di disporre delle scuole e degli istituti cattolici di studi superiori.

A qualcuno tale permesso di far uso di una proprietà della Chiesa può sembrare solo un gesto di giustizia e di carità, ma in realtà esso è in contraddizione con gli scopi stessi per i quali queste istituzioni sono state fondate, e può essere fonte di malintesi e di scandalo.

La Chiesa di Cristo è sempre stata chiara: le ambiguità sono del mondo (e tutti sappiamo chi sia il principe di questo mondo) ed il cristiano è chiamato a non conformarsi al mondo ed alle sue fetide e fecali depravazioni, quali ad esempio la sodomia o la pedofilia o la pornografia.

Viene riportato, in tal ottica, un chiaro passo della

LETTERA AI VESCOVI DELLA CHIESA CATTOLICA
SULLA CURA PASTORALE DELLE PERSONE OMOSESSUALI

importante Documento della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Per leggere l’intero Documento CLICCA QUI:

Consacrazione del sito
al Cuore Immacolato di Maria

REGINA PACIS

“O Maria Madre mia io consacro questo sito interamente a Te.
Intendo affidarVelo e porlo, così, sotto la specialissima protezione del Vostro Sacro Cuore Immacolato, attraverso il quale mi impegno a lavorare per diffondere, quanto meglio potrò, l’onore di Dio ed il vostro culto.
Vi prego, Madre e Vergine amorosissima, sede della Sapienza, di accettare come mio dono il sito che vi sto presentando,  custodendolo con le vostre Grazie e con l’Amore del vostro Cuore Immacolato.
Con La Vostra intercessione, chiedo umilmente, che lo Spirito Santo possa guidare ogni parola ed ogni articolo, affinchè l’unica strada da seguire sia sempre quella di Vostro Figlio e nostro Signore Gesù Cristo, Via-Verità-Vita. Così sia.”

MEDJUGORJE – Comunicato UFFICIALE proveniente dal Santuario

E’ una cosa ufficiale (apparsa anche sul Sito web della Parrocchia “San Giacomo” di Medjugorje) e pertanto può essere tranquillamente riportata in tutta la sua integralità.

Ecco quindi il testo, in lingua italiana:

Il Ventottesimo Incontro Internazionale di Preghiera dei Giovani a Medjugorje si svolgerà dal 1° al 6 agosto 2017. Anche il programma della prossima edizione del Festival dei Giovani sarà caratterizzato da catechesi, testimonianze, celebrazioni liturgiche, momenti di preghiera e di Adorazione.
Vi aspettiamo quindi a Medjugorje, cari giovani, per il Ventottesimo Incontro Internazionale di Preghiera dei Giovani. Gli Incontri Internazionali dei Giovani sono iniziati nel 1990, su iniziativa del defunto fra Slavko Barbarić. Il primo di essi, che si svolse interamente sotto un tendone di colore verde, radunò a Medjugorje un centinaio di giovani, due chitarristi ed alcune persone che cantavano. Da allora, il numero dei partecipanti è cresciuto fino a superare quello dei partecipanti ad ogni altro incontro che si svolge a Medjugorje

 

A proposito del Ddl Gambaro

E’ stato presentato in Parlamento un DDL (Disegno di Legge 2688 CLICCA QUI)  che potrebbe risultare problematico per tutti i blogger e, in genere, chi ama usare la rete internet per esprimere il proprio pensiero. Di seguito riportiamo un articolo (pubblicato QUI) ed un video che illustra i contenuti del DDL e le ipotetiche conseguenze. Buona lettura a buona visione.

PER ORGANIZZARE UNA DIFESA EFFICACE CONTRO IL DDL GAMBARO  CHE CHIEDE SANZIONI E RECLUSIONE PER CHI MANIFESTA LIBERO PENSIERO IN RETE .
PARTECIPATE ALL’ INCONTRO – DIBATTITO
“REGOLAMENTAZIONE DELL’ONLINE – NO A PROPOSTE LIBERTICIDE”
NELLA SALA ISMA DEL SENATO (PIAZZA CAPRANICA)
IL GIORNO GIOVEDI 2 MARZO DALLE ORE 11:00
Credo siate tutti già informati del grave tentativo  di mettere la museruola alla Rete.
Grandi manovre finalizzare a questo obiettivo sono già in corso in USA, Francia, Gran Bretagna, Germania. In Italia ci stano provando, oltre a quasi tutti i media-mainstream, anche un nutrito gruppo di parlamentari.
A seguito di una risoluzione del Consiglio d’Europa, la Senatrice  Gambaro (ex 5 Stelle, oggi con Verdini)  ha presentato un disegno di legge che appare come una vera e propria intimidazione nei confronti di tutto ciò che suona e risuona come antagonista, non conformista e comunque difforme dal “pensiero unico” dominante.

costituzione-art-21

La “senatrice” Adele Gambaro: reclusione per i blogger
La WAC (Web Activists Community) e Pandora TV, d’accordo con la senatrice De Pin, invitano pertanto CHI voglia ancora difendere la libertà d’espressione e CHI ritenga che non c’è alcun bisogno reale di norme aggiuntive a quelle già esistenti, ad un incontro pubblico al quale parteciperanno famosi bloggers, parlamentari, giuristi, accademici e giornalisti.
Lo scopo è quello di avviare una discussione pubblica e di individuare un’azione coordinata di difesa e (se possibile) di controffensiva.
L’iniziativa sarà seguita minuto per minuto da Pandoratv.it. Tutti i principali canali tv, giornali e agenzie saranno invitati ad assistere.
L’incontro del 2 marzo non implica necessariamente adesione al WAC (cosa di cui saremmo ben lieti). Sarebbe tuttavia molto utile, in quella occasione, la vostra presenza e il vostro intervento. Ciascuno di voi è ormai voce autorevole del WEB italiano. E nessuno di noi, tutti insieme, è più al sicuro nel prevedibile sviluppo di questa vera e propria offensiva volta a imbavagliare tutto e tutti.
L’incontro è aperto al pubblico, ma sarà necessario accreditarsi scrivendo la propria volontà e i propri dati al seguente indirizzo: contatti@pandoratv.it
Cari saluti a tutti.
Giulietto Chiesa e Glauco Benigni

il giuramento richiesto dal Papa

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Io sacerdote (nome e cognome), fermamente accetto e credo in tutte e in ciascuna delle verità definite, affermate e dichiarate dal magistero infallibile della Chiesa, soprattutto quei principi dottrinali che contraddicono direttamente gli errori del tempo presente.

Primo: credo che Dio, principio e fine di tutte le cose, può essere conosciuto con certezza e può anche essere dimostrato con i lumi della ragione naturale nelle opere da lui compiute (cf Rm 1,20), cioè nelle creature visibili, come causa dai suoi effetti.

Secondo: ammetto e riconosco le prove esteriori della rivelazione, cioè gli interventi divini, e soprattutto i miracoli e le profezie, come segni certissimi dell’origine soprannaturale della religione cristiana, e li ritengo perfettamente adatti a tutti gli uomini di tutti i tempi, compreso quello in cui viviamo.

Terzo: con la stessa fede incrollabile credo che la Chiesa, custode e maestra del verbo rivelato, è stata istituita immediatamente e direttamente da Cristo stesso vero e storico mentre viveva fra noi, e che è stata edificata su Pietro, capo della gerarchia ecclesiastica, e sui suoi successori attraverso i secoli.

Quarto: accolgo sinceramente la dottrina della fede trasmessa a noi dagli apostoli tramite i padri ortodossi, sempre con lo stesso senso e uguale contenuto, e respingo del tutto la fantasiosa eresia dell’evoluzione dei dogmi da un significato all’altro, diverso da quello che prima la Chiesa professava; condanno similmente ogni errore che pretende sostituire il deposito divino, affidato da Cristo alla Chiesa perché lo custodisse fedelmente, con una ipotesi filosofica o una creazione della coscienza che si è andata lentamente formando mediante sforzi umani e continua a perfezionarsi con un progresso indefinito.

Quinto: sono assolutamente convinto e sinceramente dichiaro che la fede non è un cieco sentimento religioso che emerge dall’oscurità del subcosciente per impulso del cuore e inclinazione della volontà moralmente educata, ma un vero assenso dell’intelletto a una verità ricevuta dal di fuori con la predicazione, per il quale, fiduciosi nella sua autorità supremamente verace, noi crediamo tutto quello che il Dio personale, creatore e signore nostro, ha detto, attestato e rivelato.

Mi sottometto anche con il dovuto rispetto e di tutto cuore aderisco a tutte le condanne, dichiarazioni e prescrizioni dell’enciclica Pascendi e del decreto Lamentabili, particolarmente circa la cosiddetta storia dei dogmi.
Riprovo altresì l’errore di chi sostiene che la fede proposta dalla Chiesa può essere contraria alla storia, e che i dogmi cattolici, nel senso che oggi viene loro attribuito, sono inconciliabili con le reali origini della religione cristiana.
Disapprovo pure e respingo l’opinione di chi pensa che l’uomo cristiano più istruito si riveste della doppia personalità del credente e dello storico, come se allo storico fosse lecito difendere tesi che contraddicono alla fede del credente o fissare delle premesse dalle quali si conclude che i dogmi sono falsi o dubbi, purché non siano positivamente negati.
Condanno parimenti quel sistema di giudicare e di interpretare la sacra Scrittura che, disdegnando la tradizione della Chiesa, l’analogia della fede e le norme della Sede apostolica, ricorre al metodo dei razionalisti e con non minore disinvoltura che audacia applica la critica testuale come regola unica e suprema.
Rifiuto inoltre la sentenza di chi ritiene che l’insegnamento di discipline storico-teologiche o chi ne tratta per iscritto deve inizialmente prescindere da ogni idea preconcetta sia sull’origine soprannaturale della tradizione cattolica sia dell’aiuto promesso da Dio per la perenne salvaguardia delle singole verità rivelate, e poi interpretare i testi patristici solo su basi scientifiche, estromettendo ogni autorità religiosa e con la stessa autonomia critica ammessa per l’esame di qualsiasi altro documento profano.
Mi dichiaro infine del tutto estraneo ad ogni errore dei modernisti, secondo cui nella sacra tradizione non c’è niente di divino o peggio ancora lo ammettono ma in senso panteistico, riducendolo ad un evento puro e semplice analogo a quelli ricorrenti nella storia, per cui gli uomini con il proprio impegno, l’abilità e l’ingegno prolungano nelle età posteriori la scuola inaugurata da Cristo e dagli apostoli.
Mantengo pertanto e fino all’ultimo respiro manterrò la fede dei padri nel carisma certo della verità, che è stato, è e sempre sarà nella successione dell’episcopato agli apostoli (1), non perché si assuma quel che sembra migliore e più consono alla cultura propria e particolare di ogni epoca, ma perché la verità assoluta e immutabile predicata in principio dagli apostoli non sia mai creduta in modo diverso né in altro modo intesa (2).
Mi impegno ad osservare tutto questo fedelmente, integralmente e sinceramente e di custodirlo inviolabilmente senza mai discostarmene né nell’insegnamento né in nessun genere di discorsi o di scritti.

Così prometto, così giuro, così mi aiutino Dio e questi santi Vangeli di Dio.

GIURAMENTO ANTI MODERNISTA
(Acta Apostolicæ Sedis, 1910, pp. 669-672)

Chiesa nella tempesta

1 IRENEO, Adversus haereses, 4, 26, 2: PG 7, 1053.
2 TERTULLIANO, De praescriptione haereticorum, 28: PL 2, 40.

Le dimissioni di Benedetto XVI e Civitavecchia

In questo 11 Febbraio, Festa di Nostra Signora di Lourdes,  facciamo anche memoria di quelle strane “dimissioni” che esattamente quattro anni fa Sua Santità Benedetto XVI, Capo della Chiesa Cattolica e Successore di Pietro, annunciò.
Il Papa dichiarò che lo faceva “ben consapevole della GRAVITA’ di tale atto”

(ed i media mondiali, comandati dalla massoneria, all’unisono invece fecero passare per NORMALE la sua scelta! Ed anzi plaudendo ad essa, parlando ipocritamente e falsamente della “grande umiltà” di quel grande Pontefice che fino a poco prima avevano sempre descritto come il male assoluto. Ricordiamo quella terribile prima pagina del Manifesto il giorno della sua elezione col vergognoso titolo “Il pastore tedesco”).

E Sua Santità dichiara di essere “pervenuto alla certezza” di non poter più “esercitare in modo adeguato il ministero petrino”.

E’ così chiaro quanto dice il Papa.

Ed inoltre vanno ricordate le parole della veggente di Civitavecchia. E quella è  una mariofania che è sempre stata osteggiata e messa sotto silenzio. Ancora oggi. Persino il Cardinale Bertone, Segretario di Stato, sminuì gli eventi prodigiosi di Borgo Pantano in televisione, a “Porta a Porta”…

Ebbene alla Veggente  la Madonna le ha rivelato che [PAROLE TESTUALI] “il Santo Padre purtroppo non comanda come vorrebbe comandare, sono più i cardinali che decidono più che lui”.

Tutti possiamo ascoltare le parole della veggente. Il video è disponibile sul sito  YouTube (oltre che su quello della Rai CLICCA QUI ) L’intervista a Jessica Gregori è dell’8 giugno 2012 e  viene trasmessa dalla Rai il 21 marzo 2013 nella trasmissione “La storia siamo noi”.

Per comodità dei lettori viene qui riportato il video dell’intera puntata. Dura poco meno di un ora ed è veramente molto interessante (soprattutto alla luce di quanto è poi accaduto nella Chiesa, inclusa la sordina posta agli eventi di Civitavecchia dopo la morte di Monsignor Girolamo Grillo). Le parole riguardo Benedetto XVI sono al minuto 56.

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