Le spaccature dentro l’Opus Dei e Alleanza Cattolica? Velo pietoso.

Fossimo un sito gossipparo da tempo avremmo realizzato un diligente e dettagliato quadro delle profonde spaccature in atto dentro gli ambienti cattolici. Quelli più noti riguardano Alleanza Cattolica e l’Opus Dei mentre quello di Comunione e Liberazione è un caso a parte.

Ma amiamo la Chiesa, è nostra Madre: non possiamo tradirla denunciando le grandi storture di persone che, con luciferino orgoglio, dicono di “rappresentarLa”. Ed allora restiamo silenti. E sconcertati. Per ora.

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La storia del quadro voluto da Gesù…la misericordia infinita per noi…

...Voi valete quanto vale il vostro cuore...Giovanni Paolo II

Immagine di Gesù Misericordioso dettato a Santa Faustina Kowalska e realizzato da Eugeniusz Kazimirowski

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La sera del 22 Febbraio, 1931 suor Maria Faustina Kowalska, al secolo Elena Kowalsk (proclamata santa il 30 aprile 2000) annota sul suo diario :

“La sera, stando nella mia cella, vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l’uno e l’altro pallido. Muta tenevo gli occhi fissi sul Signore; l’anima mia era presa da timore, ma anche da gioia grande. Dopo un istante, Gesù mi disse: Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù, confido in Te. Desidero che questa immagine venga venerata prima nella vostra cappella, e poi nel mondo intero. Prometto che l’anima, che venererà quest’immagine, non perirà. Prometto pure già su questa terra, ma in particolare…

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Condannato don Francesco Caramia

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Bergoglio (a sinistra) e don Francesco Caramia (a destra)  – Foto de “L’Osservatore Romano”

Era il novembre del 2014 e gli Organi di Informazione di Brindisi riferivano di un paio di autovetture incendiate. Un fatto deprecabile ma, purtroppo, frequente in determinati porzioni di territorio. Le auto incendiate erano di un consigliere comunale (indagato per riciclaggio) e del sindaco di quella sventurata città (già indagato e poi arrestato).

Il parroco del quartiere dove erano avvenuti entrambi i roghi ritenne suo dovere intervenire nel dibattito per esprimere la propria preoccupazione. Un bravo pastore “con l’odore delle pecore addosso”  si preoccupa del gregge a lui affidato. Ed il giovane prete, originario di Mesagne un centro agricolo alle porte di Brindisi, prende carta e penna e scrive ai giornali. La lettera -la riportiamo integralmente in coda a questo articolo- viene ripresa dai media locali. Il sacerdote si mostra preoccupato  per la “viva apprensione nella popolazione del quartiere tradizionalmente tranquillo” e, fra le altre cose, esprime la propria solidarietà e vicinanza alle persone direttamente danneggiate da tali fatti. 

Era novembre del 2014: di lì a poche settimane il nostro presbitero scoprirà di essere indagato -per reati ben peggiori di una vettura incendiata- ed a giugno del 2016 viene arrestato. Lo scorso settembre (2016) inizia il processo ed il 28 settembre 2017 giunge la condanna a otto anni.

L’Ordinario del luogo esprime sacrosanti “sentimenti di vicinanza e di dolore nei riguardi di chi è stato vittima di questi abusi, che ledono fortemente la crescita delle persone e sono radicalmente contrari all’insegnamento del Vangelo” – con buona pace di  quanto sostiene padre James Martin- e ribadisce il suo impegno “ad andare fino in fondo, quando avrà elementi certi di crimini commessi da membri del clero, specialmente se è offesa la dignità dei piccoli.” (QUI L’INTERO COMUNICATO) 

Si, i piccoli. Aveva nove anni la vittima. Ora, adolescente, avrebbe dei  problemi psicofisici (e, del resto, come avrebbe potuto crescere con un sano equilibrio un bambino abusato per anni dal proprio parroco!) .  E viene ancora additato da molti parrocchiani come il bambino che si è inventato tutto. Oltre al danno la beffa. La popolazione del quartiere tradizionalmente tranquillo, o almeno quelli più “impegnati”, ha sempre ritenuto don Francesco Caramia -questo il nome del presunto pedofilo- assolutamente innocente. Giovanissimi parrocchiani avevano lanciato pure l’hahstag #testimonidellaverità per difenderlo sui social.

#testimonidellaverità

Ecco, come anticipato, la lettera che il giovane prete inviò ai giornali, nel Novembre del 2014, per l’incendio di un paio di macchine:

I recenti gravi episodi avvenuti a Bozzano: gli attentati incendiari ai danni delle auto del Sindaco Consales e del Consigliere Muccio, hanno destato allarme e viva apprensione nella popolazione del quartiere tradizionalmente tranquillo e abitato prevalentemente da famiglie con una rilevante presenza di bambini e di ragazzi.

Il Consiglio Pastorale Parrocchiale della Comunità di San Giustino de Jacobis, insieme al Parroco, desidera esprimere la propria solidarietà e vicinanza alle persone direttamente danneggiate da tali fatti; nello stesso tempo fa sua la preoccupazione manifestata da diverse persone, soprattutto genitori e insegnanti, relativamente alla sicurezza sul territorio del quartiere, richiamando le autorità preposte ad una maggiore e più decisa presenza, perché proprio lo spazio quotidiano dove ognuno cerca protezione e sicurezza appare minacciato.

Prendiamo atto delle misure di protezione già predisposte per la salvaguardia delle persone colpite, ma riteniamo che una maggiore attenzione al nostro quartiere, come del resto a tutte le periferie, sia auspicabile per una serena convivenza di tutti i cittadini.

Desideriamo infine richiamare tutti gli abitanti di Bozzano ad una partecipazione civile e consapevole alla vita del quartiere affinchè i luoghi della nostra quotidianità non siano solo spazi funzionali ai diversi bisogni ma spazi abitati e vissuti in maniera attiva e responsabile. L’abitare un luogo, dicono i filosofi, rappresenta l’azione propria dell’uomo che riflette e che non subisce semplicemente la vita; l’uomo abita la casa (o il quartiere nel nostro caso), proprio perché non si limita a subire l’esistenza e le fatiche del vivere ma il termine“abitare” assume il senso del prendersi cura: cura di sé, ma anche cura degli altri.

Don Francesco Caramia
Parroco Chiesa San Giustino De Jacobis – Rione Bozzano

don francesco caramia

AVVENIRE – Per la direzione non c’è solo Tornielli

I proverbi spesso –non sempre- sono la chiave per comprendere e decifrare le situazioni. Ed ecco che quel “la smentita è una notizia data due volte” , applicato alla questione di chi sarà il nuovo Direttore di Avvenire, ci darebbe la conferma che il giornalista veneto (di Chioggia, paese di avidi pescatori) -prima al berlusconiano Giornale poi alla massonica Stampa – è molto vicino alla direzione del quotidiano della Cei, come peraltro moltissime Testate hanno preannunciato (il “Foglio” forse lo ha fatto in modo un poco brusco e lo stesso Tornielli non avrebbe bradito: CLICCA QUI E LEGGI LA GUSTOSA QUERELLE )

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Andrea Tornielli con Bergoglio: una insistente “vox populi” lo descrive come intimo suo amico. Sarà vero?

Andrea Tornielli dunque al posto di Marco Tarquinio? Al netto delle  smentite (del cui valore abbiamo già detto prima) parrebbe proprio così. Ma un altro veneto potrebbe “sbarrargli la strada” e divenire suo concorrente. Potrebbe trattarsi di uno che “è stato uno dei laici più influenti in Vaticano per numerosi anni, dominus del giornalismo religioso italiano, capace di veicolare addirittura nomine episcopali e promozioni nella Curia romana”, fine della citazione (vedere QUI la paternità della affermazione).

Chi la spunterà? A quanto pare non sarebbe questione di denaro ma di mero “potere” e quindi il proverbio dialettale «Franza o Spagna basta che se magna» non è adatto alla quaestio tutta interna a due uomini della provincia veneta. Certo il corregionale Segretario di Stato vivrebbe un “derby” ma la decisione finale dovrebbe spettare alla Cei che proprio in questi giorni vive il suo momento assembleare. Chissà chi la spunterà.

Nadia Bolz-Weber: è questa la “nuova chiesa”?

folliaChe ci crediate o no questa è Nadia, americana, classe ’69 ed è un Sacerdote della Chiesa Evangelica Luterana. Per questa Confessione Cristiana (si fa presto a dire “protestante”: dall’eresia di Lutero e dal conseguente scisma mica è nata una sola “Chiesa” (virgolette obbligatorie: la Chiesa è quella fondata da Cristo sull’Apostolo Pietro) ma una miriade di “chiese”.

Ecco, Nadia è Pastore (o Pastora, se preferite) di una di queste chiese. Anzi, per esser più precisi, la Reverenda Nadia ha fondato una “sua” chiesa, una Congregazione luterana, appunto, la “House for All Sinners and Saints” a Denver in  Colorado.

Ed è facile liquidare il tutto con la solita frase – “ah una americanata…” –  perchè la “chiesa di Tutti i Santi e Peccatori” esiste davvero. Non è una bufala. Controllate pure, fate le vostre verifiche. Cercate su internet e la troverete ovunque: sito personale, biografia su Wikipedia -la voce in italiano ancora non esiste ma è questione di tempo- canale You Tube e naturalmente tutti i social: facebook, twitter, pinterest.

Nella foto, come vedete, sta officiando. Non sappiamo quale rito. Ma ha i paramenti sacri. La stola è evidente. La Croce pure, e così anche le candele. Colletto candido. Si, qualche tatuaggio ma magari li ha fatti da ragazza ed ora se li ritrova, non può più cancellarli. Pazienza. Peccato veniale, dai.

Va da sè che Nadia è una “star” televisiva, una scrittrice che vende moltissimi libri, ed un modello di quella “ventata di novità” che invade il Cristianesimo. Lì, Oltreoceano, c’hanno pure il Gesuita Gay che è una star (molto più popolare di Nadia, della quale non conosciamo i “gusti” sessuali attuali ma sappiamo che ha due figli ed è separata).

E niente. Come cantava Dalla “telefonami tra vent’anni” e vedremo come saremo messi nel 2037.

 

Se siete interessati a conoscere meglio la Reverenda Nadia, oltre alle ricerche, potete vedere i suoi video. Qui ne abbiamo riportato solo uno ma ve ne consigliamo almeno altri due: uno, tratto dalla Cnn, dove Nadia è all’inizio della sua celebrità e viene presentata come una grande novità (video del 2013, CLICCA QUI PER VEDERLO) ed un altro, molto più recente -è stato pubblicato 5 giorni fa- in cui di fronte ad una platea folta ed appassionata fa la sua ennesima “omelia” con tanto di maxischermo ed applausi (CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO). 

NADIA

OMOERESIA – Ormai dilaga anche su Tv2000 ed Avvenire

E’ pure banale citare l’oramai celeberrimo “chi sono io per giudicare” ma non si può negare che nella società e tra i battezzati ha segnato una inaudita svolta. La sodomia, il peccato impuro contro natura, viene “condonato” e la omosessualità vista come una “normale scelta di vita”.

Da tempo esistevano gruppi di nicchia di cosiddetti “cattolici gay”, qui e la in Italia: ora sono usciti allo scoperto. Ed in questo indubbiamente incoraggiati da molti Vescovi e da alcuni Documenti.

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Giovani che manifestano il loro “orgoglio omosessuale” in un gay pride

Ma più delle nostre misere parole vi lasciamo alla visione ed all’ascolto di alcune parole di tre persone omosessuali che raccontano la loro esperienza. Non al Manifesto o a Gay.tv ma a Tv2000, ossia la Tv della Cei  -della Chiesa italiana- con conduttori e “esperti” in studio (anche Religiosi e Religiose) che ignorano completamente la Sacra Scrittura (Sodoma e Gomorra queste sventurate città….) e soprattutto ignorano il Catechismo della Chiesa Cattolica che riguardo la pratica della omosessualità è ben chiara.

La puntata de “Il Diario di Papa Francesco” del 6 giugno 2016 condotta da Gennaro Ferrara. Ospiti in studio: Padre Pino Piva – Gesuita – Équipe “Spiritualità delle Frontiere”, Sr. Anna Maria Vitagliani – Religiosa di Nazareth – Èquipe “Spiritualità delle Frontiere”, Antonio De Chiara, Edoardo Messineo, Chiara Nardiello.

Si consiglia la lettura dell’articolo “Quelle orge gay di seminaristi. E la Tv dei vescovi sdogana gli Lgbt” scritto da Benedetta Frigerio (clicca QUI o QUI)

Vaticano blocca sito che sostiene accuse di eresia al Papa

Prima udienza del processo "Vatileaks 2"
Una veduta della cupola di San Pietro – FOTO ANSA 

Da nessun computer della Santa Sede si può aderire alla petizione anti-Francesco

La Segreteria per la comunicazione della Santa Sede ha bloccato l’accesso alla pagina web da cui si aderisce alla iniziativa che accusa il Papa di sette eresie, collegate a quanto scrive nella “Amoris laetitia”. Dai computer del Vaticano non si può più accedere alla pagina in questione, in nessuna lingua. Fuori dal Vaticano, invece, la pagina risulta raggiungibile

“L’accesso alla pagina web che state cercando di visitare è stato bloccato in accordo alle politiche si sicurezza istituzionali”. Da nessun computer del Vaticano, dunque, si potrebbe aderire alla petizione del sito http://www.correctiofilialis.org, che accusa papa Bergoglio di eresia, di modernismo e di troppo entusiasmo per Martin Lutero.

www.correctiofilialis.org

SINTESI “CORREZIONE FILIALE”

CORRECTIO FILIALIS DE HAERESIBUS PROPAGATIS

 

www.correctiofilialis.org

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Una lettera di 25 pagine firmata da 40 sacerdoti e studiosi laici cattolici è stata spedita a Papa Francesco l’11 agosto. Per il fatto che non è stata ricevuta nessuna risposta dal S. Padre, la si rende pubblica quest’oggi, 24 settembre, Festa della Madonna della Mercede e di Nostra Signora di Walsingham. La lettera, che è aperta a nuovi firmatari, ora porta i nomi di 62 sacerdoti e studiosi cattolici provenienti da 20 nazioni, i quali rappresentano anche altri che però non hanno la necessaria libertà di parlare. La lettera ha un titolo latino: Correctio filialis de haeresibus propagatis (letteralmente, Correzione filiale in ragione della propagazione di eresie). In essa si dichiara che il papa, mediante la sua Esortazione Apostolica Amoris laetitia e mediante altri parole, atti e omissioni ad essa collegate, ha sostenuto 7 posizioni eretiche, riguardanti il matrimonio, la vita morale e la recezione dei sacramenti, e ha causato la diffusione di queste opinioni eretiche nella Chiesa Cattolica. Queste 7 eresie sono formulate dai firmatari in latino, lingua officiale della Chiesa.

Questa lettera di correzione ha 3 parti principali. Nella prima parte, i firmatari, in qualità di cattolici credenti e praticanti, spiegano perché hanno il diritto e il dovere di rivolgere una tale correzione al supremo pontefice. La legge stessa della Chiesa richiede che persone competenti non rimangano silenti quando i pastori della Chiesa disorientano il gregge. Ciò non comporta nessun conflitto con il dogma cattolico dell’infallibilità papale, dal momento che la Chiesa insegna che il papa deve attenersi a dei criteri ben precisi prima che le sue affermazioni siano considerate infallibili. Papa Francesco non si è attenuto a questi criteri. Egli non ha dichiarato che queste posizioni eretiche siano da essere considerate insegnamento definitivo della Chiesa o che i cattolici debbano crederle con un assenso di fede.  La Chiesa insegna che nessun papa può asserire che Dio gli abbia rivelato qualche nuova verità che sarebbe obbligatoria da credere per i cattolici.

La seconda parte della lettera è quella essenziale in quanto contiene la “Correzione” propriamente detta. In essa si redige una lista di passaggi di Amoris laetitia in cui si insinuano o si incoraggiano posizioni eretiche; quindi si fa una lista di parole, atti e omissioni di Papa Francesco i quali rendono chiaro, oltre ogni ragionevole dubbio, che questi desidera un’interpretazione dei suddetti passaggi da parte dei cattolici in un modo che, di fatti, è eretico. In particolare, direttamente o indirettamente, il papa ha permesso che si credesse che l’obbedienza alla Legge di Dio possa essere impossibile o indesiderabile e che la Chiesa talvolta dovrebbe accettare l’adulterio in quanto compatibile con l’essere cattolici praticanti.

La parte finale, con il titolo “Delucidazione”, espone due cause di questa crisi singolare. Una causa è il “Modernismo”. Teologicamente parlando, il Modernismo sostiene che Dio non ha consegnato verità definite alla Chiesa che essa deve continuare ad insegnare esattamente nello stesso senso fino alla fine del tempo. I modernisti ritengono che Dio comunichi al genere umano solo esperienze, sulle quali gli essere umani possono riflettere e così dichiarare cose varie circa Dio, la vita e la religione, ma tali dichiarazioni sono solo provvisorie, mai dogmi fissi. Il Modernismo fu condannato dal Papa S. Pio X all’inizio del XX secolo, ma riemerse durante la metà di questo secolo. La grande e continua confusione causata dal Modernismo nella Chiesa Cattolica obbliga i firmatari a descrivere il vero significato di “fede”, “eresia”, “rivelazione” e “magistero”.

La seconda causa della crisi è l’apparente influenza delle idee di Martin Lutero su Papa Francesco. La lettera mostra come Lutero, il fondatore del Protestantesimo, abbia idee su matrimonio, divorzio, perdono e legge divina che corrispondono a quelle che il papa ha promosso mediante parole, atti e omissioni. Si mette in evidenza anche la lode esplicita e senza precedenti attribuita da Papa Francesco all’eresiarca tedesco.

I firmatari non si azzardano a giudicare il grado di consapevolezza con il quale Papa Francesco ha propagato le 7 eresie elencate. Ma rispettosamente insistono che egli condanni queste eresie, da lui sostenute direttamente o indirettamente.

I firmatari professano la loro lealtà alla Santa Chiesa Romana, assicurano al Papa loro preghiera e chiedono la sua benedizione apostolica.

VISUALIZZA QUI IL DOCUMENTO

“Papa Francesco da scandalo alla Chiesa e al mondo” – ECCO LA CORRECTIO

Una lettera di 25 pagine firmata da 40 sacerdoti e studiosi laici cattolici è stata spedita a Papa Francesco l’11 agosto. Per il fatto che non è stata ricevuta nessuna risposta dal S. Padre, la si rende pubblica quest’oggi, 24 settembre, Festa della Madonna della Mercede e di Nostra Signora di Walsingham. La lettera, che è aperta a nuovi firmatari, ora porta i nomi di 62 sacerdoti e studiosi cattolici provenienti da 20 nazioni, i quali rappresentano anche altri che però non hanno la necessaria libertà di parlare. La lettera ha un titolo latino: Correctio filialis de haeresibus propagatis (letteralmente, Correzione filiale in ragione della propagazione di eresie).

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In essa si dichiara che il papa, mediante la sua Esortazione Apostolica Amoris laetitia e mediante altri parole, atti e omissioni ad essa collegate, ha sostenuto 7 posizioni eretiche, riguardanti il matrimonio, la vita morale e la recezione dei sacramenti, e ha causato la diffusione di queste opinioni eretiche nella Chiesa Cattolica. Queste 7 eresie sono formulate dai firmatari in latino, lingua officiale della Chiesa.

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Questa lettera di correzione ha 3 parti principali. Nella prima parte, i firmatari, in qualità di cattolici credenti e praticanti, spiegano perché hanno il diritto e il dovere di rivolgere una tale correzione al supremo pontefice. La legge stessa della Chiesa richiede che persone competenti non rimangano silenti quando i pastori della Chiesa disorientano il gregge. Ciò non comporta nessun conflitto con il dogma cattolico dell’infallibilità papale, dal momento che la Chiesa insegna che il papa deve attenersi a dei criteri ben precisi prima che le sue affermazioni siano considerate infallibili. Papa Francesco non si è attenuto a questi criteri. Egli non ha dichiarato che queste posizioni eretiche siano da essere considerate insegnamento definitivo della Chiesa o che i cattolici debbano crederle con un assenso di fede.  La Chiesa insegna che nessun papa può asserire che Dio gli abbia rivelato qualche nuova verità che sarebbe obbligatoria da credere per i cattolici.

La seconda parte della lettera è quella essenziale in quanto contiene la “Correzione” propriamente detta. In essa si redige una lista di passaggi di Amoris laetitia in cui si insinuano o si incoraggiano posizioni eretiche; quindi si fa una lista di parole, atti e omissioni di Papa Francesco i quali rendono chiaro, oltre ogni ragionevole dubbio, che questi desidera un’interpretazione dei suddetti passaggi da parte dei cattolici in un modo che, di fatti, è eretico. In particolare, direttamente o indirettamente, il papa ha permesso che si credesse che l’obbedienza alla Legge di Dio possa essere impossibile o indesiderabile e che la Chiesa talvolta dovrebbe accettare l’adulterio in quanto compatibile con l’essere cattolici praticanti.

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La parte finale, con il titolo “Delucidazione”, espone due cause di questa crisi singolare. Una causa è il “Modernismo”. Teologicamente parlando, il Modernismo sostiene che Dio non ha consegnato verità definite alla Chiesa che essa deve continuare ad insegnare esattamente nello stesso senso fino alla fine del tempo. I modernisti ritengono che Dio comunichi al genere umano solo esperienze, sulle quali gli essere umani possono riflettere e così dichiarare cose varie circa Dio, la vita e la religione, ma tali dichiarazioni sono solo provvisorie, mai dogmi fissi. Il Modernismo fu condannato dal Papa S. Pio X all’inizio del XX secolo, ma riemerse durante la metà di questo secolo. La grande e continua confusione causata dal Modernismo nella Chiesa Cattolica obbliga i firmatari a descrivere il vero significato di “fede”, “eresia”, “rivelazione” e “magistero”.

La seconda causa della crisi è l’apparente influenza delle idee di Martin Lutero su Papa Francesco. La lettera mostra come Lutero, il fondatore del Protestantesimo, abbia idee su matrimonio, divorzio, perdono e legge divina che corrispondono a quelle che il papa ha promosso mediante parole, atti e omissioni. Si mette in evidenza anche la lode esplicita e senza precedenti attribuita da Papa Francesco all’eresiarca tedesco.

I firmatari non si azzardano a giudicare il grado di consapevolezza con il quale Papa Francesco ha propagato le 7 eresie elencate. Ma rispettosamente insistono che egli condanni queste eresie, da lui sostenute direttamente o indirettamente.

I firmatari professano la loro lealtà alla Santa Chiesa Romana, assicurano al Papa loro preghiera e chiedono la sua benedizione apostolica.

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CORRECTIO

Per mezzo di parole, atti e omissioni e per mezzo di passaggi del documento “Amoris laetitia”, Vostra Santità ha sostenuto, in modo diretto o indiretto (con quale e quanta consapevolezza non lo sappiamo né vogliamo giudicarlo), le seguenti proposizioni false ed eretiche, propagate nella Chiesa tanto con il pubblico ufficio quanto con atto privato:

1. “Una persona giustificata non ha la forza con la grazia di Dio di adempiere i comandamenti oggettivi della legge divina, come se alcuni dei comandamenti fossero impossibili da osservare per colui che è giustificato; o come se la grazia di Dio, producendo la giustificazione in un individuo, non producesse invariabilmente e di sua natura la conversione da ogni peccato grave, o che non fosse sufficiente alla conversione da ogni peccato grave”.

2. “I cristiani che hanno ottenuto il divorzio civile dal coniuge con il quale erano validamente sposati e hanno contratto un matrimonio civile con un’altra persona (mentre il coniuge era in vita); i quali vivono ‘more uxorio’ con il loro partner civile e hanno scelto di rimanere in questo stato con piena consapevolezza della natura della loro azione e con il pieno consenso della volontà di rimanere in questo stato, non sono necessariamente nello stato di peccato mortale, possono ricevere la grazia santificante e crescere nella carità”.

3. “Un cristiano può avere la piena conoscenza di una legge divina e volontariamente può scegliere di violarla in una materia grave, ma non essere in stato di peccato mortale come risultato di quell’azione”.

4. “Una persona, mentre obbedisce alla legge divina, può peccare contro Dio in virtù di quella stessa obbedienza”.

5. “La coscienza può giudicare veramente e correttamente che talvolta gli atti sessuali tra persone che hanno contratto tra loro matrimonio civile, quantunque uno dei due o entrambi siano sacramentalmente sposati con un’altra persona, sono moralmente buoni, richiesti o comandati da Dio”.

6. “I principi morali e le verità morali contenute nella Divina Rivelazione e nella legge naturale non includono proibizioni negative che vietano assolutamente particolari generi di azioni che per il loro oggetto sono sempre gravemente illecite”.

7. “Nostro Signore Gesù Cristo vuole che la Chiesa abbandoni la sua perenne disciplina di rifiutare l’Eucaristia ai divorziati risposati e di rifiutare l’assoluzione ai divorziati risposati che non manifestano la contrizione per il loro stato di vita e un fermo proposito di emendarsi”.

Tutte queste proposizioni contraddicono verità divinamente rivelate che i cattolici devono credere con assenso di fede divina. […] È necessario per il bene delle anime che esse siano ancora una volta condannate dall’autorità della Chiesa. Nell’elencare queste sette proposizioni, non intendiamo offrire una lista esaustiva di tutte le eresie ed errori che ad una lettura obbiettiva di “Amoris laetitia”, secondo il suo senso naturale e ovvio, il lettore evidenzierebbe in quanto affermati, suggeriti o favoriti dal documento. Piuttosto ci riferiamo alle proposizioni che Vostra Santità, mediante parole, atti e omissioni, ha in effetti sostenuto e propagato, causando grande e imminente pericolo per le anime.

GP2 SANTO

Pertanto, in quest’ora critica, ci rivolgiamo alla “cathedra veritatis”, la Chiesa Romana, che per legge divina ha preminenza su tutte le Chiese e della quale siamo e intendiamo rimanere sempre figli leali.

Rispettosamente insistiamo affinché Vostra Santità pubblicamente rigetti queste proposizioni, compiendo così il mandato di Nostro Signore Gesù Cristo dato a Pietro e attraverso di lui a tutti i suoi successori fino alla fine del mondo: “Ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli”.

Rispettosamente chiediamo la Vostra Benedizione Apostolica, assicurandoLe la nostra devozione filiale in Nostro Signore e la nostra preghiera per il bene della Chiesa.

*

(In neretto i primi 40 firmatari, quelli della lettera recapitata al papa l’11 agosto)

Dr. Gerard J. M. van den Aardweg
European editor, Empirical Journal of Same-Sex Sexual Behavior

Prof. Jean Barbey
Historian and Jurist, former Professor at the University of Maine

Fr Claude Barthe
Diocesan Priest

Philip M. Beattie
BA (Leeds), MBA (Glasgow), MSc (Warwick), Dip. Stats (Dublin), Associate Lecturer, University of Malta (Malta)

Fr Jehan de Belleville
Religious

Dr. Philip Blosser
Professor of Philosophy, Sacred Heart Major Seminary, Archdiocese of Detroit

Fr Robert Brucciani
District superior of the SSPX in Great Britain

Prof. Mario Caponnetto
University Professor, Mar de la Plata (Argentina)

Mr Robert F. Cassidy STL

Fr Isio Cecchini
Parish Priest in Tuscany

Salvatore J. Ciresi, M.A.
Director of the St. Jerome Biblical Guild, Lecturer at the Notre Dame Graduate School of Christendom College

Fr. Linus F Clovis
Director of the Secretariat for Family and Life in the Archdiocese of Castries

Fr Paul Cocard
Religious

Fr Thomas Crean OP STD

Prof. Matteo D’Amico
Professor of History and Philosophy, Senior High School of Ancona

Dr. Chiara Dolce PhD
Research doctor in Moral Philosophy at the University of Cagliari

Nick Donnelly MA
Deacon

Petr Dvorak
Head of Department for the Study of Ancient and Medieval Thought at the Institute of Philosophy, Czech Academy of Sciences, Prague; Professor of philosophy at Saints Cyril and Methodius Theological Faculty, Palacky University, Olomouc, Czech Republic

H.E. Mgr Bernard Fellay
Superior General of the SSPX

Christopher Ferrara Esq.
Founding President of the American Catholic Lawyers’ Association

Prof. Michele Gaslin
Professor of Public Law at the University of Udine

Prof. Corrado Gnerre
Professor at the Istituto Superiore di Scienze Religiose of Benevento, Pontifical Theological University of Southern Italy

Dr. Ettore Gotti Tedeschi
Former President of the  Institute for Works of Religion (IOR),  Professor of Ethics at the  Catholic University of the Sacred Heart, Milan

Dr. Maria Guarini STB
Pontificia Università  Seraphicum, Romae; editor of the website Chiesa e postconcilio

Prof. Robert Hickson PhD
Retired Professor of Literature and of Strategic-Cultural Studies

Fr John Hunwicke
Former Senior Research Fellow, Pusey House, Oxford

Fr  Jozef Hutta
Diocesan Priest

Prof. Isebaert Lambert
Full Professor at the Catholic University of Louvain, and at the Flemish Katholieke Universiteit Leuven

Dr. John Lamont STL
DPhil (Oxon.)

Fr Serafino M. Lanzetta STD
Lecturer in Dogmatic Theology, Theological Faculty of Lugano, Switzerland; Priest in charge of St Mary’s, Gosport, in the diocese of Portsmouth

Prof. Massimo de Leonardis
Professor and Director of the Department of Political Sciences at the Catholic University of the Sacred Heart in Milan

Msgr. Prof. Antonio Livi

Academic of the Holy See
Dean emeritus of the Pontifical Lateran University
Vice-rector of the church of Sant’Andrea del Vignola, Rome

Dr. Carlo Manetti
Professor in Private Universities in Italy

Prof. Pietro De Marco
Former Professor at the University of Florence

Prof. Roberto de Mattei

Former Professor of the History of Christianity, European University of Rome, former Vice President of the National Research Council (CNR)

Fr Cor Mennen
Lecturer in Canon Law at the Major Seminary of the Diocese of ‘s-Hertogenbosch (Netherlands).  Canon of the cathedral chapter of the diocese of ‘s-Hertogenbosch

Prof. Stéphane Mercier

Lecturer in Philosophy at the Catholic University of Louvain

Don Alfredo Morselli STL
Parish priest of the archdiocese of Bologna

Martin Mosebach
Writer and essayist

Rev. Richard A. Munkelt
PhD (Philosophy), Chaplain and Faculty Member, Roman Forum

Dr. Claude E. Newbury
Former Director of Human Life International in Africa south of the Sahara; former Member of the Human Services Commission of the Catholic Bishops of South Africa

Prof. Lukas Novak
Faculty of Arts and Philosophy, Charles University, Prague

Fr Guy Pagès
Diocesan Priest

Prof. Paolo Pasqualucci

Professor of Philosophy (retired), University of Perugia

Prof. Claudio Pierantoni

Professor of Medieval Philosophy in the Philosophy Faculty of the University of Chile;  Former Professor of Church History and Patrology at the Faculty of Theology of the Pontificia Universidad Católica de Chile

Father Anthony Pillari, J.C.L., M.C.L

Prof. Enrico Maria Radaelli
Philosopher, editor of the works of Romano Amerio

Dr. John Rao

Associate Professor of History, St. John’s University, NYC; Chairman, Roman Forum

Dr. Carlo Regazzoni

Licentiate in Philosophy at University of Freiburg

Dr. Giuseppe Reguzzoni

External Researcher at the Catholic University of  Milan and former editorial assistant of Communio, International  Catholic Review (Italian edition)

Prof. Arkadiusz Robaczewski
Former Professor at the Catholic University of Lublin

Fr Settimio M. Sancioni STD
Licence in Biblical Science

Prof. Andrea Sandri
Research Associate, Catholic University of the Sacred Heart in Milan

Dr. Joseph Shaw
Tutor in Moral philosophy, St Benet’s Hall, University of Oxford

Fr Paolo M. Siano
Historiae Ecclesiasticae Doctor

Dr. Cristina Siccardi
Historian of the Church

Dr Anna Silvas

Adjunct research fellow, University of New England, NSW, Australia

Prof. Dr Thomas Stark
Phil.-Theol. Hochschule Benedikt XVI, Heiligenkreuz

Rev. Glen Tattersall

Parish Priest, Parish of Bl. John Henry Newman, archdiocese of Melbourne; Rector, St Aloysius’ Church

Prof. Giovanni Turco
Associate Professor of Philosophy of Public Law at the University of Udine,  Member Corrispondent of the Pontificia Accademia San Tommaso d’Aquino

Prof. Piero Vassallo
Former redactor of Cardinal Siri’s theological review Renovatio

Prof. Arnaldo Vidigal Xavier da Silveira
Former Professor at the Pontifical University of São Paulo, Brazil

Mons. José Luiz Villac
Former Rector of the Seminary of Jacarezinho

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