ALFIE – la cinica crudeltà e l’informazione

Fra le tante storture di questo crudele accanimento verso l’innocente Alfie –lasciato morire dopo avergli staccato la ventilazione- deve essere rilevata la scarsa informazione o, peggio, la disinformazione.

Una nota agenzia dà, ben oltre la mezzanotte, un “ultima ora” – “Alfie, giudice GB: si stacchi la spina”.

Già. A tarda notte. Da ora che migliaia e migliaia di persone erano a conoscenza di tale barbara e diabolica ostinazione.

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Ed invece la notizia “fresca” giunge attorno all’una di notte, mentre Alfie, cianotico, già boccheggia. Col padre impotente di fronte allo strazio ed alla crudeltà disumana.

 

Ora Berlusconi sta esagerando

BERLUSCONI

Eh si, sta davvero esagerando. Sono sensate, in tal senso, le parole di Salvini:

“Io voglio fare un governo che rappresenti quello che gli italiani hanno votato poco tempo fa, e partendo da una coalizione fino a ieri compatta. Se qualcuno se ne tira fuori, insultando e guardando a sinistra, la scelta è di questo qualcuno”.

DE-GIROLAMO-BERLUSCONI

Ed ancora il leader della Lega:

“Tutti mi dicono ‘fai un governo’, il dramma è che mentre io ero qui a parlare di costruzione gli altri passano il tempo a insultarsi”.

Come dargli torto? E, continua Salvini:

“Mi spiace se lo fanno i 5 stelle, con cui ostinatamente proverò fino in fondo per riconoscere il voto degli italiani. Mi spiace ancora di più se lo fa un alleato che fino a ieri chiedeva compattezza, coerenza e lealtà e oggi passa la giornata a insultare milioni di italiani”.

Ed infine afferma:   “Centrodestra e centrosinistra sono categorie superate partiamo dal voto del 4 marzo e aspettiamo Mattarella. Non fatemi mettere in bocca al Presidente quello che spetta a lui decidere. Conseguentemente, io mi metto a disposizione, spero con tutta la squadra”.

DE-GIROLAMO-BERLUSCONI

 

Ed a proposito di squadra ecco ciò che dice Giorgia Meloni:

“Il problema non è che ‘gli italiani hanno votato male’, il problema è che qualcuno ha votato una legge elettorale schifosa che non poteva dare una maggioranza al Paese”.

Il riferimento è alla affermazioni di Berlusconi secondo cui “gli italiani hanno votato male”. Giorgia Meloni aggiunge:

“Ognuno si deve prendere la responsabilità delle scelte che ha fatto perché Fratelli d’Italia quella legge non la votò, denunciando che ci sarebbe stato il rischio di non avere una maggioranza. Se avessero accolto le nostre proposte, come il maggioranza al 37 per cento, il 5 di marzo noi avremmo avuto un governo di centrodestra”.

Ed anche qui: come dare torto alla Meloni? Oltre a Berlusconi è tutta Forza Italia (davvero un partito di plastica: fra pochi anni sarà solo un ricordo, come il Partito Nazionale dei Pensionati ed il PduP) che va verso il baratro e la scomparsa. O almeno: la maggior parte. Che nasca, a sto punto, un “polo sovranista”, patriota, saldamente alleato con la Lega ed una forza politica di ispirazione prettamente cristiana. Forza Italia è il passato. Senza rancore. Ma il bunga bunga è squallore.

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a proposito delle milf italiane

vista su facebook

La speranza è che passata la menopausa si tranquillizzino. Ma intanto hanno già rovinato la vita ai loro figli. Per sempre. Costretti a viovere con fratellastri e patrigni, sorellastre e matrigne. Compagni della mamma libidinosi e mille altre porcherie. Evviva il progresso che le comuniste e le femministe ci hanno regalato.

i “due forni” di Di Maio. E nasce Giggino Pomicino

Oltre che brava (e pure bella, checché ne abbia detto quella soubrette famosa per le sue pomiciate colle bestie. Poi metteremo pure quella vergognosa foto) Giorgia Meloni ha un grande senso dell’umorismo. E certe volte lo estrinseca attraverso i social. Oggi ci ha regalato una perla, eccola:

giggino pomicino

Naturalmente tutti gli haters (ma odiano davvero, eh! E’ spaventoso, sulfureo) stanno rispondendole in modo irripetibile. “Fascista” è solo il più soft. Ma non importa. La realtà è che, in una situazione politica-italiana ed europea così delicata, Giorgia Meloni rappresenta una eccellenza per la nostra Patria.

Teniamoci stretti questi politici seri e responsabili: ne avremo molto bisogno nel futuro prossimo. Molto prossimo.

«Mr. Zuckerberg, Facebook si considera un foro pubblico neutrale?»

Delle oramai famose 10 ore di audizioni del padre e padrone di Facebook, Mark Zuckerberg, al Congresso federale degli Stati Uniti, prima al Senato e poi alla Camera, hanno parlato tutti, in lungo e in largo, evidenziando contraddizioni, sottolineando imbarazzi, campionando le sequenze video più comiche rese poi virali sul web, addirittura le scuse del giovane informatico e imprenditore americano sono state anticipate a mezzo stampa. Però alcuni minuti di questa kermesse, che Zuckerberg ha saputo trasformare in successo mediatico ed economico, sono finiti sotto silenzio.

Sono i momenti in cui, martedì 10 aprile, le domande all’inventore dei social network le ha poste il senatore Ted Cruz, l’uomo che nelle primarie del 2016 più ha dato filo da torcere, da destra, all’allora candidato Donald J. Trump. Eccoli:

«Mr. Zuckerberg, Facebook si considera un foro pubblico neutrale?». Il tycoon soppesa le parole come chi si dà un tono, scandisce come se calasse la verità dall’alto e dice: «Senatore, noi ci consideriamo una piattaforma per tutte le idee». Cruz non ha voglia di farsi prendere per il naso: «Le rifaccio la domanda», e il proverbiale sopracciglio del senatore s’inarca. Zuckerberg ha capito benissimo, sa dove Cruz stia andando a parare. «Ah… Senatore, ecco come la pensiamo su questo. Non credo che… ah… Ci sono alcuni contenuti che ovviamente non permettiamo: discorsi che fomentano l’odio, contenuti terroristici… ahm… immagini di nudo… tutto ciò che fa sentire la gente insicura in ambito pubblico… aehm… Da questo punto di vista, questo è il motivo per cui in genere cerchiamo di definire ciò che facciamo come una piattaforma…». Il sopracciglio di Cruz si aggrotta sempre più: «Mi faccia riprovare, perché il tempo stringe». Il suo sguardo taglia come un rasoio, la lingua peggio. «È una domanda facile», tipo “Toc toc, c’è qualcuno in casa?”. Secondo quanto stabilisce la legge per company come Fb, il re di tutti i social è un foro pubblico neutrale. Cruz non ironizza più, fissa Zuckerberg visibilmente scocciato. «Vi considerate un foro pubblico neutrale oppure fate discorsi politici, cosa che è vostro diritto in base al Primo Emendamento [della Costituzione federale]?».

Mr. Z dice che no, il loro obiettivo non è la partigianeria politica. Anzi, che non conosce i termini di legge citati dal senatore e che per il momento sta solo cercando di far capire quanto sia aperto di vedute. No, non è una barzelletta: è l’attesissima e strombazzatissima udienza dell’uomo mediaticamente più potente del mondo davanti al Senato del Paese più potente del mondo e la risposta è “m’infomerò”?

Cruz incalza. Riporta l’opinione di moltissimi americani preoccupati perché Facebook e altri strumenti simili sono schierati politicamente e censurano i diversi. Snocciola esempi, tutti documentati, di soppressione sistematica di notizie e storie di parte conservatrice. Cose relative per esempio alla Conservative Political Action Conference (la convention annuale di tutte le realtà conservatrici), a Mitt Romney, agli scandali fiscali dell’Amministrazione guidata da Barack Obama, al commentatore televisivo politicamente scorrettissimo Glenn Beck. Fb ha pure inizialmente chiuso la pagina sul Giorno della solidarietà con Chick-fil-A, la notissima catena di fast food a base di pollo che da anni è schierata apertamente, anche con donazioni generose, contro il “matrimonio” LGBT (la giornata nacque per iniziativa dell’ex governatore dell’Arkansas Mike Huckabee, già candidato presidenziale Repubblicano). Poi ha bloccato certi post di giornalisti di Fox News, una ventina di pagine cattoliche (e Cruz è un protestante di quelli che definiremmo “fondamentalisti”) e, più recentemente, la pagina da 1,2 milioni di follower di Diamond and Silk, cioè Lynnette Hardaway (Diamond) e Rochelle Richardson (Silk), le due famose sorelle vlogger (video blogger) del North Carolina, nate e cresciute in una famiglia cristiana protestante, ex Democratiche, popolarissime su tutti i social network dove si proclamano le più fedeli supporter di Trump (e Cruz è noto per essere stato un deciso anti-Trump) perché i loro contenuti sarebbero «insicuri per il pubblico».

«Senatore», balbetta Zuckerberg, «mi lasci dire alcune cose in merito.Anzitutto, capisco da dove nasca quella preoccupazione». Perspicace. Accade «[…] perché Facebook e tutto il tech stanno a Silicon Valley, che è un luogo estremamente di sinistra».

Eccola qua la notizia che i media hanno bucato. Il nuovo strapotere mediatico è di sinistra, estremamente di sinistra. Del resto Silicon Valley fu uno dei “blocchi sociali” più ostili a Trump e Trump sudò le sette camice per scendervi a patti, riuscendoci in parte solo attraverso un accolito omosessuale(motivo per cui le politiche anti-LGBT di Trump sono sempre un po’ zoppe). E con tutto ciò siamo qui a discutere di Cambridge Analytica, uno scandalo che forse non c’è.

Tutti cediamo i nostri dati affinché vengano usati. Per marketing, per inondarci di pubblicità. Combattiamo ogni giorno la nostra buona battaglia contro i call center che ci chiamano a ogni ora con accenti improbabili per rifilarci la sola del dì. Siamo tutti stufi, ma nessuno scandalizzato. Che scandalo c’è se il meccanismo viene usato anche in politica, un mercato come un altro? Non è forse così da sempre? Non lo fanno forse tutti? Se hai un prodotto, cerchi di piazzarlo, anche in politica. Dovremmo scandalizzarci per i manifesti elettorali, per i santini dei candidati, per i megafoni che ripetono «Vota Antonio, vota Antonio»?

Prima dei social, c’era la direct-mail, la geniale trovata con cui Richard M. Viguerie fece eleggere Ronald Reagan (1911-2004) alla Casa Bianca nel 1980. Poi c’è stato il porta-a-porta ideato da Karl Rove per eleggere trionfalmente George W. Bush Jr. nel 2004 e che Obama ha brillantemente copiato nel 2008 mentre i Repubblicani se ne erano scordati. Niente scandali, gl’indirizzari si comperano o si affittano, fatta salva la trasparenza. Lo scandalo vero non è insomma Cambridge Analytica, ma Facebook. E non per il marketing politico (che è pure una disciplina che l’istruzione superiore insegna e le cui primedonne consideriamo dei guru), ma perché Facebook ci assicura che i nostri dati non li cederà e che nessuno ci lucrerà. Insomma perché Fb mente. Cambridge Analytica è tirata in ballo solo perché ci lavorò Steven K. Bannon, quindi per colpire Trump, nonostante Bannon non sia più al fianco di Trump nella Casa Bianca, perché se oggi piove è ovviamente colpa di Trump (e di Bannon). Invece, dice Zuckerberg, il problema vero è la Sinistra che imbavaglia la libertà. E questo, che è il punto focale di tutto l’affaire, i media se lo sono perso.

Quei pochi che ne hanno parlato ci hanno infilato la polpetta avvelenatasu tutti Time. Cruz, dice Time, ora fa il puro, ma ha armeggiato anche lui alla grande con Cambridge Analytica. Ma, appunto, il punto non è Cambridge Analytica, bensì Facebook che mente e censura. Chiede Cruz, pressante: «Lasci che le domandi questo. Sa se sia mai stata bloccata una pagina di Planned Parenthood?». Pausa imbarazzata di Mr. Z: «Senatore… nn-no… ma mi lasci solo…». «E di Moveon.org?», uno delle più influenti lobby progressiste. «Scusi?», fa Zuckerberg. «Moveon.org», ripete Cruz. «Non ne ho notizia specifica». «E di candidati Democratici in corsa per qualche carica?». «Non ne ho notizia specifica… Voglio dire .. nn-non sono sicuro…».

15-20mila persone, rintuzza Cruz, vegliano in Facebook sui contenuti e nessuno, replica Zuckerberg, è mai stato assunto o licenziato per ragioni politiche. E allora Palmer Luckey, fondatore della Oculus VR che ha progettato un display di realtà virtuale da indossare come un casco e che Fb ha acquistato nel marzo 2014? Luckey è un grande sostenitore dei Repubblicani e Fb l’ha dimissionato nel marzo 2017. Zuckerberg dice che la politica non c’entra e che la sua azienda mira solo a stabilire legami buoni e positivi fra le persone. Proprio così, dice Cruz: chi decide quali siano i legami buoni e positivi, i 15-20mila sorveglianti di Facebook?

Bla, bla di Zuckerberg e Cruz taglia corto: «Sto parlando di censura». Seguono altri bla bla, e la domanda sospesa nel vuoto si fa retorica se tutta la Silicon Valley, Fb compresa, è un solo grande blocco di potere sanzionatorio di sinistra, come dice proprio Mr. Z. I media quel giorno lì dormivano.

 

 

MATER ECCLESIAE

Il grande -e forse inimitabile- Padre Pio ci ha dimostrato cosa è l’amore alla Chiesa. Nessuno può capire in quali situazioni si è trovato il grande Cappuccino. Eppure mai -dico: mai- ha osato dire anche solo mezza parola contro la Chiesa. Anche quando, ingiustamente, alcuni uomini di Chiesa lo perseguitavano.

Giovanni-Paolo-II-e-Padre-Pio

E la medesima cosa siamo chiamati a fare anche noi. A maggior ragione se siamo Consacrati: abbiamo fatto voto di ubbidienza. Ma vale anche per i fedeli laici, con le dovute differenze.

E’ noto l’episodio del grande Cappuccino che difese il Suo Vescovo -indipendentemente dalla sua moralità- allorché un “fedele” -uno dei tanti che stava attorno a Padre Pio talvolta senza comprendere appieno la santità di quell’uomo e l’amore a Cristo ed alla Sua Chiesa che aveva- lo denigrava e ne narrava le malefatte.

Padre Pio rimproverò nettamente quell’uomo: la Chiesa va amata, indipendentemente dagli errori -veri o presunti- di alcuni suoi rappresentanti.

Quando si perde il senso della misura

Pochi fanatici stanno vanificando tutto. ed aumentando la confusione. Ci manca solo che risorga Monsignor Lefebvre – magari in diretta streaming sul profilo feisbuk di farinella- e venga eletto papa per acclamazione.

don minutella firma autografi (2)

 

 

burke-e-regis

 

brand minut
Da un sito pubblico: “Testimonianza personale sul convegno del 7 aprile.
Rispetto al fuoco don Minutella, ieri al convegno tutto poteva apparire spento.
I cardinali, rispetto a lui, potrei paragonarli alla brace, che cova sotto la cenere. 
Entrambi però in perfetto accordo e con un unico calore nel cuore.Felicissima di questa unità(anche in foto visibile) e bagno di folla rigenerante e veramente cattolica. 
Dico il vero 💯💕🙏😇 Lode al Galileo” 

Don Minutella firma autografi, come una star

Non è certo questa la strada da seguire: disubbidienza aperta alla Chiesa, attivismo attraverso internet e pose da star (che fanno crescere la idolatria negli spostati, soprattutto molte femmine che dopo una vita di peccato sono stufe e credono di redimersi attraverso un fanatismo integralistico senza basi e senza fede. E senza dottrina. E magari vivendo col compagno/concubino).

don minutella firma autografi (2)

Meno male c’è il Signore e la Sua Santissima Madre a salvare la Chiesa! Altro che scemi slogan e cripto gruppi.

POSTILLA – Così come la foto è tratta da facebook (da una Pagina tutt’altro che ostile al Sacerdote) così ecco un commento tratto anch’esso da facebook: “Padre Pio quando ingiustamente perseguitato dalla Chirsa rispondeva con l’obbedienza e il silenzio, diceva ai suoi:”taci,prega e soffri”.
Don Minutella dal pulpito della sua chiesa incentro’ la sua ultima omelia piagnucolando di se e del fatto che lo avrebbero silenziato auto eleggendosi a “martire”…dal pulpito e’ lecito solo parlare della Parola di Dio anche se 20 minuti dopo sai di dover essere decapitato.
Quando Dio disse a S. Francesco di ricostruire la sua chiesa il santo non inizio a girare per le strade inveendo contro le autorita della Chiesa (seppur oggi come allora con grandi ragioni).
In conclusione Don Minutella non mi sembre ne’ profeta ne’ martire ne’ mi ricorda il contegno di alcun grande santo. Stimabile prete per moltissime cose…ma mi inizia a ricordare padre Milingo.” 

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